La Calabria si prepara a presentare al Parlamento europeo l’esperienza del “Modello Riace” come un’efficace e innovativa soluzione alle politiche migratorie e come strumento di sviluppo territoriale.
Domani, l’eurodeputato Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, e il gruppo parlamentare “The Left” organizzeranno un momento di dibattito e riflessione direttamente a Bruxelles.
All’iniziativa parteciperà anche Agazio Loiero, già ministro ed ex Presidente della Regione Calabria, promotore di una legislazione regionale pionieristica che è stata la base per l’esperienza del borgo reggino.
La legge regionale 18/2009: accoglienza come convenienza
L’esperienza che la Calabria intende condividere in Europa affonda le radici nella Legge Regionale 18 del 12 giugno 2009, intitolata “Accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali”.
L’ex Governatore Loiero ha sottolineato la portata rivoluzionaria di questa norma, definendola una legislazione di pochi articoli che ha introdotto il principio dell’accoglienza come convenienza. La legge prevedeva, infatti, finanziamenti per quei borghi afflitti da un forte spopolamento che offrivano ospitalità ai rifugiati.
Loiero ha ricordato che la legge fu approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, un “evento politico che non si era mai verificato prima”, perché il tema dell’emigrazione aveva risvegliato “antiche memorie” in una regione dove, all’epoca, il 40% delle famiglie aveva legami con il fenomeno migratorio. L’ex Presidente ha evidenziato come richiamare questa vicenda sia cruciale oggi, in una fase storica in cui “spopolamento e denatalità hanno assunto un ritmo vertiginoso”.
L’esempio lungimirante di Riace
L’azione legislativa del 2009 trovava la sua concretizzazione nell’esperienza di Riace, guidata da Mimmo Lucano. Loiero ha definito l’operato di Lucano come “una realtà generosa e lungimirante” e “un’operazione ormai sempre più rara sulla scena del mondo”.
L’ex sindaco Lucano aveva cominciato l’attività di accoglienza già nel 1998, recuperando i sopravvissuti di un veliero carico di curdi naufragato sulla spiaggia. Insieme a Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Locri, Lucano aveva offerto rifugio a questa “umanità disperata”, utilizzando prevalentemente case abbandonate di emigrati partiti in precedenza per le Americhe.
L’operazione riuscì non solo a fornire accoglienza, ma anche a ripopolare il borgo abbandonato. Un successo che valse a Lucano l’inserimento nella classifica delle persone più influenti del mondo stilata dalla rivista Fortune nel 2016. L’esperienza fu anche oggetto del cortometraggio “Il Volo” del regista tedesco Wim Wenders, cofinanziato dalla Regione.
Il messaggio politico a Bruxelles
Mimmo Lucano, oggi eurodeputato di Avs, ha ribadito il valore politico e sociale dell’esperienza calabrese: “Sono convinto che la Calabria in quel periodo abbia raggiunto, dal punto di vista legislativo, il punto più alto. Spesso si parla di un Sud che rivendica, ma quella legge ha offerto un esempio e dei valori, ribaltando il paradigma dell’emigrazione“.
L’obiettivo dell’iniziativa a livello europeo è chiaro: “Il mio sogno è che si prenda atto del fatto che la soluzione al problema dell’emigrazione non siano i lager libici, ma l’accoglienza”. Lucano ha concluso lanciando un messaggio forte che parte da una regione che “è stata teatro della strage di Cutro”.



