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Svolta storica sul consenso: senza “libero ed attuale” è violenza sessuale

La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità, con 227 sì, una proposta di legge che introduce un cambiamento fondamentale nella definizione del reato di violenza sessuale, stabilendo in modo inequivocabile che in assenza di un “consenso libero ed attuale” si configura il reato.

Il testo, risultato di un accordo politico trasversale, passa ora all’esame del Senato.

La riforma dell’articolo 609-bis del codice penale

Il cuore della riforma risiede nella riscrittura integrale dell’articolo 609-bis del codice penale. L’obiettivo è allineare la legislazione italiana con i principi della Convenzione di Istanbul, che definisce la violenza sessuale come un atto compiuto senza il consenso della persona. La nuova formulazione definisce il consenso come un elemento che deve essere al contempo libero e attuale.

Il nuovo paradigma del consenso

Il primo comma del riformulato Art. 609-bis individua tre distinte condotte che costituiscono il reato in assenza del consenso libero e attuale della persona offesa:

  1. Il compiere atti sessuali su un’altra persona.

  2. Il far compiere atti sessuali ad un’altra persona.

  3. Il far subire atti sessuali ad un’altra persona.

In sostanza, la mancanza di un consenso esplicito, liberamente espresso e riferito a quel preciso momento, diventa l’elemento cardine per la configurazione del delitto.

Le fattispecie di violenza mantenute

Il secondo comma del testo approvato ripropone, con lievi modifiche, le due fattispecie già previste dalla normativa vigente, che continuano a integrare il delitto di violenza sessuale:

  • La costrizione a compiere o a subire atti sessuali mediante violenza o minaccia o abuso di autorità.

  • L’abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa.

Questo significa che la nuova norma non sostituisce, ma integra le ipotesi tradizionali di violenza sessuale basate sulla costrizione o sull’abuso, aggiungendo il mancato consenso come fattispecie autonoma per la configurazione del reato.

Un accordo politico unanime

L’approvazione unanime alla Camera testimonia la volontà politica di affrontare in modo risolutivo il tema della violenza di genere. Il testo è frutto di un emendamento congiunto in Commissione Giustizia, promosso dalle relatrici Carolina Varchi (FdI) e Michela Di Biase (Pd), e ha visto una trattativa bipartisan che ha coinvolto anche la Premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein.

L’introduzione del principio del “consenso libero e attuale” è stata accolta come un cambiamento di paradigma culturale e giuridico atteso da tempo, che mira a fornire maggiore tutela alle vittime e a rafforzare l’efficacia del sistema di giustizia in linea con gli standard europei.