L’assessore regionale all’agricoltura e alle minoranze linguistiche, Gianluca Gallo, è intervenuto nel corso della quinta edizione della Festa della Mandorla ad Amendolara, offrendo una visione ottimistica ma consapevole delle potenzialità del territorio.
L’evento, ospitato nel Chiostro del Convento di San Domenico e organizzato dall’Associazione I Pizzuti in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco, ha ribadito come l’ambizione alla qualità e la valorizzazione delle produzioni di nicchia, come la Mandorla di Amendolara, rappresentino la chiave per trattenere i giovani in Calabria e riportare coloro che sono emigrati e hanno trovato città inospitali e supercostose.
Agricoltura evoluta e salvaguardia del territorio
Gallo ha sottolineato la possibilità di costruire nuove opportunità attraverso l’agricoltura evoluta, in grado di essere gestita anche da remoto tramite smartphone, riducendo il sacrificio fisico. Questa prospettiva si sposa con la necessità di salvaguardare il territorio, ritenuto preservato rispetto a una modernità che non sempre si è rivelata la migliore soluzione. L’area, ricca di storia e tradizione, dimostra una significativa capacità produttiva e deve continuare a fare rete ed esercitarsi per costruire una crescita solida attraverso una filiera istituzionale. È fondamentale che le istituzioni locali, oltre alle incombenze quotidiane, si occupino attivamente dei fattori e dei temi di sviluppo locale, partendo dal sistema agricolo primario che è un elemento distintivo della regione.
Riconoscimenti e collaborazioni per la “Pizzutella”
Un momento centrale della festa è stata la presentazione del progetto De.Co. identitaria (Denominazione Comunale), promosso da UNPLI Calabria, Regione Calabria – Assessorato all’Agricoltura e Arsac regionale e realizzato dalla designer identitaria Luigia Granata.
L’importanza della mandorla autoctona è stata ribadita da Antonello Ciminelli, già sindaco di Amendolara e responsabile del Parco Marino della Secca. Ciminelli ha evidenziato come le varietà autoctone di Amendolara, tra cui la Pizzutella, siano le uniche otto varietà di mandorla registrate presso il Ministero dell’Agricoltura, sottolineando inoltre l’ottenimento del riconoscimento di presidio Slow Food per la Pizzutella già nel 2023. Ha auspicato maggiore collaborazione tra tutti gli attori dell’alto Jonio cosentino.
L’Associazione I Pizzuti ha inoltre ribadito la collaborazione avviata con l’IIS Majorana di Corigliano-Rossano per la sperimentazione didattica di una birra artigianale a base di Mandorla di Amendolara, un’iniziativa presentata dal Dirigente scolastico Saverio Madera.
L’eccellenza calabrese in mostra
L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco che hanno saputo valorizzare i prodotti locali. Lo chef Rocco Gerundio ha proposto una degustazione incentrata sulle declinazioni gastronomiche della mandorla, mentre il Maestro Pasticcere Daniele Garofalo ha presentato il dolce LA BELLA ENOTRA. Questo dolce, già presentato con successo a Torino nel 2018, è preparato con mandorle, cioccolato, canditi di arancio biondo tardivo di Trebisacce, limoni di Rocca Imperiale, ed è privo di farina.
La festa è stata impreziosita da una sfilata che ha portato in passerella la nuova collezione di gioielli del Maestro Orafo Gerardo Sacco, ispirati alla Mandorla di Amendolara. Lo stesso Sacco, insieme a Ivano Trombino, CEO del Vecchio Magazzino Doganale, sono stati citati dall’assessore Gallo come esempi straordinari di come la serietà, la capacità e l’ambizione alla qualità possano portare a risultati che vanno oltre i confini regionali, fungendo da modello per i giovani.
Gallo ha concluso ribadendo che la narrazione di una “Calabria Straordinaria” passa anche attraverso i suoi prodotti identitari e distintivi, molti dei quali, come il Limone di Rocca Imperiale, hanno ottenuto anche un riconoscimento europeo. Ha lodato la resilienza delle comunità che sono riuscite a resistere, e ora, in una Calabria più matura e consapevole, sono pronte a fare sistema anche nell’alto Jonio.
Si tratta di un percorso al quale è necessario credere fortemente, partendo dal sistema agricolo primario.



