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Sanità: paralizzati i servizi di laboratorio dell’Inrca di Cosenza

L’Associazione Diritti Prevenzione e Sicurezza (Adps) di Cosenza lancia un allarme per le gravi inefficienze e le procedure ritenute vessatorie che stanno compromettendo l’accesso al laboratorio di analisi dell’Inrca – Por di Cosenza. La situazione sta generando ripercussioni negative sui tempi di diagnosi per i cittadini e sull’operatività di strutture sanitarie private e associative del territorio.

Limitazioni “insensate e di dubbia legittimità”

La denuncia dell’Adps prende le mosse da una recente circolare del Cup locale che introduce limitazioni “insensate e di dubbia legittimità”. Secondo le nuove disposizioni, un delegato di una struttura (come una casa di cura o un’associazione) può effettuare prenotazioni per un massimo di tre pazienti alla volta. Dopo aver espletato queste prime tre, l’operatore è costretto a tornare in coda per ritirare nuovi numeri per i pazienti successivi.

Questa modalità, imposta attraverso un atto amministrativo privo di numero di protocollo e non chiaramente identificato nel responsabile, è definita dall’Associazione un “pellegrinaggio kafkiano” che ostacola deliberatamente l’accesso al servizio. Fino a poco tempo fa, infatti, queste strutture usufruivano di un accesso dedicato e più rapido, essenziale per i pazienti fragili.

Attese fino a 15 giorni per un esame del sangue

Con il pretesto di “salvaguardare la parità d’accesso”, l’Adps denuncia che si è di fatto imposto un “collasso organizzato”.

L’unico risultato tangibile è un drastico allungamento dei tempi di attesa, che per un semplice esame del sangue possono raggiungere i 15 giorni. Tali tempistiche, inaccettabili per la diagnostica, hanno evidenti ripercussioni sulla salute pubblica. Le disposizioni, oltre a essere giuridicamente fragili, scoraggiano di fatto l’utilizzo del laboratorio Inrca da parte di intere categorie di utenti.

Richiesta di ritiro e sportello dedicato

Alla luce di queste gravi criticità, l’Adps di Cosenza chiede con urgenza alla Direzione Generale:

  1. Il ritiro immediato della circolare restrittiva, considerata illegittima e dannosa.
  2. L’istituzione di uno sportello dedicato e semplificato per le prenotazioni provenienti da strutture private, case di cura e associazioni, ripristinando un sistema efficiente.
  3. Chiarezza e trasparenza sulle reali motivazioni di queste scelte organizzative che stanno danneggiando l’offerta sanitaria sul territorio.

L’associazione conclude avvertendo che, qualora non si intervenga tempestivamente per ripristinare un servizio equo e accessibile, si riserva di intraprendere ogni azione legale e di sollecitare un intervento degli organi di controllo regionali.