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Influenza virulenta e in anticipo: in Calabria la campagna vaccinale recupera il gap

La stagione influenzale in Italia ha preso il via con un anticipo di quattro settimane rispetto al consueto calendario, con i primi casi già manifestati sul territorio nazionale.

A lanciare l’allarme è Francesco Esposito, segretario nazionale della Federazione Medici Territoriali (FMT) e medico di base, attualmente impegnato nella campagna vaccinale.

Previsioni di aumento e rischio di complicanze

Per l’anno in corso, l’influenza si preannuncia particolarmente virulenta. I dati indicano un aumento atteso del 70% dei casi di infezione e un incremento del 50% dei ricoveri ospedalieri. Sebbene la situazione al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera Dulbecco di Catanzaro sia al momento sotto controllo e priva di gravi criticità, il picco stagionale è atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.

Secondo Esposito, la maggiore virulenza del virus si combina con un abbassamento dell’immunizzazione nella popolazione negli ultimi anni. Questa combinazione crea una vasta fetta di popolazione non immunizzata, permettendo al virus di trovare meno resistenza e di attecchire con maggiore facilità. L’esperto sottolinea come l’influenza sia una patologia spesso sottovalutata, ma che può portare a serie complicanze, soprattutto nei pazienti fragili.

L’importanza cruciale della vaccinazione

In questo contesto, la vaccinazione assume un’importanza cruciale e rappresenta l’unica forma di prevenzione. In Calabria, la campagna vaccinale è ancora in corso e, nonostante le premesse, Esposito ritiene che sia a buon punto.

Nell’area del Lametino, in particolare, la copertura vaccinale ha raggiunto il 90% rispetto alle dosi assegnate dall’Asp di Catanzaro, un buon target ottenuto iniziando la somministrazione nelle case di riposo e a domicilio per anziani e fragili.

Un punto chiave sollevato dal segretario nazionale dell’FMT è l’invito a vaccinare anche i caregiver e i familiari di persone fragili. Chi assiste o vive con soggetti a rischio può infatti divenire portatore del virus, facilitando la trasmissione e complicando il quadro clinico dei pazienti più vulnerabili.

Esposito conclude con un bilancio sulla campagna vaccinale regionale: se fosse stata avviata con maggiore anticipo, avrebbe probabilmente avuto un riscontro superiore, ma c’è l’impressione che il “gap” si stia comunque recuperando a livello regionale.