Cosenza sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia recente. Nonostante le intrinseche potenzialità che la renderebbero un naturale centro di riferimento culturale, sociale ed economico, la città appare oggi paralizzata, soffocata da un mix di inefficienza, indifferenza e arretratezza sistemica.
La crisi si manifesta in modo tangibile nella vita quotidiana. Interi quartieri si trovano senza acqua per giorni, un disservizio inaccettabile nell’attuale contesto. Allo stesso tempo, i servizi sanitari sono descritti come al collasso e manca una rete di welfare realmente inclusiva, lasciando le fragilità sociali in costante aumento.
In questo scenario, l’allontanamento della politica dai bisogni reali dei cittadini è percepito come netto, creando una “bolla” di potere disconnessa. Parallelamente, la diffusione di violenza e disagio contribuisce a un clima di crescente insicurezza che erode il tessuto sociale.
Il sistema che esclude e premia l’apparenza
In un contesto di profonda crisi, l’unica dinamica che sembra preservarsi è quella legata all’apparenza e alla cooptazione. I nomi che da tempo orbitano intorno ai centri di potere continuano indisturbati a detenere incarichi, gestire fondi e influenzare le assunzioni.
Questo sistema perpetua una grave ingiustizia sociale nei confronti delle nuove generazioni. I giovani, inclusi quelli con la migliore preparazione e formazione, si trovano esclusi, ai margini di un meccanismo che non premia il merito e le competenze, bensì la “giusta conoscenza”. Questa dinamica drena le energie vitali della città e alimenta una fuga costante di talenti. Cosenza, con la sua storia millenaria e la sua bellezza intrinseca, rischia di apparire deturpata e svuotata delle sue prospettive future.
La forza della società civile: l’ultima barricata
Di fronte a questo scenario di stallo e declino, la necessità di una reazione è pressante. È tempo di esigere trasparenza, servizi essenziali e giustizia sociale, abbandonando l’atteggiamento di mera sottomissione per avviare la costruzione di un futuro differente.
A mantenere viva la speranza e a farsi carico delle emergenze quotidiane, è la rete del volontariato e dell’associazionismo. Realtà come “la Terra di Piero”, la Caritas, Il Moci, l’Auser, “Lilli Funaro”, il Centro Lanzino e molte altre continuano a operare sul campo, offrendo un supporto fondamentale alle persone in difficoltà. Queste associazioni rappresentano l’ossatura della solidarietà cittadina e sono la dimostrazione che, al di là delle inefficienze istituzionali, esiste a Cosenza una profonda e concreta volontà di assistenza e cambiamento.
Massimiliano Ianni Segretario Generale Cgil Cosenza



