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Autovelox, la svolta: multe a rischio nullo senza iscrizione al registro ufficiale

Una significativa novità normativa riguarda milioni di automobilisti e migliaia di amministrazioni locali.

A partire da ieri, tutti gli autovelox non inclusi nell’elenco ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) devono essere disattivati. Se un dispositivo non registrato dovesse restare attivo e venisse utilizzato per elevare una contravvenzione, la sanzione risulterebbe passibile di essere dichiarata illegittima.

Il nuovo registro nazionale del MIT

Il MIT ha recentemente reso pubblica online la lista completa dei 3.614 dispositivi autorizzati a livello nazionale. Questa pubblicazione è l’esito di un lavoro di raccolta dati durato due mesi, che ha coinvolto comuni, province e forze di polizia. L’obiettivo primario di questa operazione è stata la creazione di un registro nazionale unico, completamente accessibile, che fornisca informazioni dettagliate per ogni apparecchio, tra cui marca, modello, numero di matricola, omologazione e, laddove disponibile, la posizione chilometrica.

Per l’automobilista che dovesse ricevere un verbale, ora esiste la possibilità di consultare questo registro. Se l’apparecchio utilizzato per la rilevazione non dovesse comparire nell’elenco, si configurano le basi per contestare la sanzione.

L’illegittimità delle multe non conformi

La normativa ministeriale in materia è molto chiara: l’inserimento nella banca dati costituisce una condizione necessaria per il legittimo utilizzo di qualsiasi autovelox. La conseguenza diretta è che, a partire dall’alba del 29 novembre, un dispositivo non registrato non può essere più impiegato. Se questo dovesse accadere, la multa emessa in seguito a tale rilevazione può essere annullata.

È importante sottolineare che l’annullamento non avviene in modo automatico. L’automobilista sanzionato deve presentare ricorso al prefetto entro un termine massimo di 60 giorni, oppure al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica.

Un sistema in aggiornamento continuo

Il registro pubblicato dal Ministero non ha carattere definitivo. Il sistema è concepito per essere dinamico, con il MIT che si occuperà di aggiornare la lista in modo costante, man mano che gli enti locali comunicheranno nuove installazioni, spostamenti di dispositivi esistenti o eventuali dismissioni. Di conseguenza, è possibile che un apparecchio temporaneamente assente venga aggiunto in una fase successiva.

Nonostante questa evoluzione continua, per la prima volta i cittadini dispongono di uno strumento ufficiale, pubblico e liberamente consultabile, che permette di verificare la piena legittimità di ogni controllo di velocità.

Trasparenza e sicurezza: un nuovo equilibrio

L’intervento normativo ha l’intento di sanare la confusione e il disordine che hanno caratterizzato gli ultimi mesi in questo ambito, garantendo una maggiore trasparenza e l’applicazione di regole uniformi su tutto il territorio nazionale. Da questo momento in poi, la gestione degli autovelox si configura come un atto pubblico, la cui legittimità è verificabile da chiunque, con ripercussioni dirette su un elevato numero di sanzioni emesse quotidianamente.