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Trasporti in Calabria, Uritaxi contro Occhiuto per il caso NCC e la concorrenza sleale

La federazione nazionale di categoria Uritaxi ha espresso una forte indignazione nei confronti delle recenti affermazioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, rilasciate in occasione del congresso di Noi Moderati.

Secondo l’associazione, le parole del governatore sono state definite “gravissime, demagogiche e deviate” rispetto alla tradizionale linea politica di Forza Italia.

Il dissenso sul decreto NCC e la concorrenza sleale

Il punto cruciale della polemica ruota attorno al dichiarato “orgoglio” di Occhiuto per la bocciatura di un decreto. Il presidente calabrese ha sostenuto che tale norma “limitava gli NCC e tutelava i tassisti”.

Uritaxi, tuttavia, respinge categoricamente tale interpretazione, sottolineando che l’intento del decreto era in realtà quello di garantire il rispetto delle regole e prevenire la concorrenza sleale tra servizi di trasporto regolamentati in modi diversi. Questo principio, evidenzia l’associazione, è stato peraltro confermato dalla Corte Costituzionale.

Claudio Giudici, presidente nazionale di Uritaxi, ha precisato: “Non si tratta di difendere solo i tassisti, ma tutti coloro che rispettano le regole, NCC compresi”. Viene inoltre contestato l’uso del termine “corporazione” da parte di Occhiuto per definire i tassisti, un’etichetta che non sarebbe stata applicata alla categoria, in particolare ad alcune multinazionali del settore, che il decreto avrebbe potuto sfavorire.

Retorica, interessi e appello ai cittadini

Uritaxi ha bollato le affermazioni del governatore come una retorica propagandistica studiata per creare una divisione artificiale tra le categorie professionali.

La federazione va oltre, citando possibili rapporti con dirigenti di Uber e potenziali interessi politici internazionali come il contesto in cui si inserirebbero le dichiarazioni di Occhiuto.

Nel concludere, Uritaxi ha lanciato un appello, ribadendo che i veri stakeholder da considerare dovrebbero essere in primo luogo i cittadini e i lavoratori locali, in particolare i tassisti calabresi, che operano in condizioni di carenza di servizi e difficoltà strutturali quotidiane. Giudici ha chiosato: “Se davvero vuole ascoltare la realtà del territorio, noi ci siamo.”