L’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) “Bergamotto di Reggio Calabria” ha subito un nuovo blocco a seguito della presentazione di opposizioni alla Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2025.
I soggetti oppositori sono Ezio Pizzi (presidente del Consorzio di tutela della DOP dell’essenza di bergamotto), Coldiretti Reggio Calabria (rappresentata da Gino Vulcano) e Confagricoltura Reggio Calabria (rappresentata da Giuseppe Canale), ai quali si aggiunge un’opposizione separata presentata dall’Azienda F.lli Foti.
Tali azioni, presentate tra il 14 e il 15 novembre scorsi, interrompono il processo dopo un’istruttoria ministeriale durata quasi cinque anni e costellata da precedenti “sabotaggi”. Secondo il Comitato promotore dell’IGP e le associazioni a sostegno, l’obiettivo di questi soggetti sarebbe quello di rinviare il più possibile l’approvazione definitiva dell’IGP. Il riconoscimento del marchio, infatti, permetterebbe ai bergamotticoltori di sganciarsi dal monopolistico mercato dell’essenza, aprendo il più remunerativo e libero mercato del frutto fresco.
La strategia della “contro-informazione” e i temi smentiti
Gli oppositori hanno organizzato un “tour di contro-informazione” sul territorio, con avvocati al seguito, per presentare i temi delle opposizioni. Essi sostengono tesi più volte smentite dal Comitato promotore dell’IGP, definite dai promotori stessi come “fandonie” e “menzogne”. I temi ricorrenti, considerati il loro “cavallo di battaglia”, includono:
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Superiorità della DOP sull’IGP: Affermano falsamente che l’IGP non tutelerebbe il prodotto, consentendo l’ingresso di bergamotto da fuori area vocata, cosa che per il frutto fresco costituirebbe una truffa, mentre per l’essenza è una pratica regolare.
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Fasi di filiera fuori dall’area vocata: Sostengono che l’IGP prevederebbe lo svolgimento di solo una fase della filiera nell’area vocata; al contrario, il disciplinare approvato prevede che tutte le fasi si svolgano nell’area.
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Danneggiamento della DOP e confusione per il consumatore: Tesi ritenuta non vera, in quanto non è mai esistito un prodotto con marchio DOP del bergamotto che sia noto ai mercati.
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Carenze del disciplinare IGP: Sostenuto falsamente, in quanto il disciplinare è stato approvato da centinaia di agricoltori il 28 gennaio 2025 durante la Riunione di Pubblico Accertamento e ratificato dal Ministero.
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Incremento dell’area vocata senza basi scientifiche: La critica è falsa, in quanto i comuni aggiunti (come Bova) sono quelli dove si coltiva da sempre il bergamotto, ma erano stati “dimenticati” dal vecchio disciplinare DOP.
Delusione del mondo agricolo e le reazioni ufficiali
L’ennesima interruzione ha suscitato grande delusione tra il mondo agricolo e le organizzazioni che hanno supportato l’IGP.
Francesco Macrì, presidente di Copagri Calabria, ha espresso rammarico per la perdita di tempo che impedisce alla filiera di vendere il bergamotto in Italia e in Europa a un prezzo maggiore. Macrì ha criticato la “triade” anti-IGP, paventando un futuro ulteriore ricorso al TAR Lazio e domandandosi riguardo l’origine dei fondi per tali azioni legali. Ha sottolineato che queste azioni hanno causato in questi anni un mancato sviluppo e la perdita di reddito agricolo.
Giuseppe Mangone, presidente di ANPA Calabria – Liberi Agricoltori, ha manifestato la propria delusione per l’”ennesimo colpo basso” che tenta di impedire al mondo bergamotticolo di tornare in mano ai produttori, togliendolo dall’influenza delle lobbies e del mercato monopolistico. Ha sollecitato l’assessore Gallo e il governatore Occhiuto a intervenire presso il MASAF per recuperare il tempo perduto.
Peppe Falcone del Comitato dei bergamotticoltori reggini si è dichiarato indignato, ricordando che il Ministero ha dichiarato negativamente conclusa la richiesta della DOP il 7 ottobre scorso e ha pubblicato il Disciplinare dell’IGP il 16 ottobre. Ha accusato gli oppositori di perseguire altri interessi, come il mantenimento dei prezzi stracciati per il prodotto da industria.
Aurelio Monte di USB Lavoro Agricolo ha evidenziato come l’ostinazione di Coldiretti e Confagricoltura Reggio Calabria sia dovuta a questioni di “orgoglio” dopo aver perso la faccia in pubblico e in televisione.
Il Comitato Promotore pronto alla difesa
Rosario Previtera, presidente del Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP, ha definito le opposizioni come “scontate e prevedibili” ma in grado di far perdere ulteriore tempo. Il Comitato, che annovera oltre 500 aziende, formulerà le dovute controdeduzioni al Ministero dell’agricoltura (MASAF), come previsto dalla normativa.
Previtera e il Comitato hanno ribadito la loro disponibilità a un confronto pubblico e televisivo con gli oppositori, confronti che, pur proposti più volte negli ultimi due anni, non si sono mai concretizzati.



