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Nuove scoperte a Sibari: oltre cinque secoli di storia della Magna Graecia riemergono dall’area del Teatro

Il Parco Archeologico di Sibari ha svelato risultati di straordinario rilievo scientifico, frutto delle recenti campagne di scavo che hanno illuminato la complessa stratigrafia dell’area del Teatro dell’antica Copiae Thurii.

Filippo Demma, Direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, ha annunciato le scoperte, sottolineando il contributo cruciale che esse offrono al dibattito sulla localizzazione e l’evoluzione delle antiche città della Magna Graecia.

Sequenza stratigrafica inattesa: da Sybaris arcaica al teatro romano

Il cantiere archeologico, finanziato dalla Direzione Generale Musei per il 2025 in linea con gli indirizzi strategici del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha rivelato una sequenza stratigrafica inattesa. Le indagini in profondità permettono di ripercorrere con dati solidi oltre cinque secoli di storia.

Sono state identificate:

  • Tracce di un vasto complesso architettonico attribuibile alla fase arcaica di Sybaris.

  • Evidenze decisive della fase urbana di Thurii.

  • Il teatro di età romana.

Queste nuove evidenze monumentali, integrate con scoperte precedenti come le strutture di fondazione e il tetto di un grande edificio sacro emerse due anni fa nell’area di Porta Nord, permetteranno al Direttore Demma di fornire un quadro complessivo aggiornato sulla stratigrafia del sito e sulla localizzazione delle antiche città di Sybaris, Thurii e Copiae.

“Le recentissime scoperte non solo consolidano, ma ampliano significativamente il quadro delle informazioni archeologiche disponibili su Sybaris, Thurii e Copiae,” ha commentato Demma. Ha inoltre evidenziato come le attività stiano permettendo di recuperare ampi frammenti di un passato non solo sepolto, ma anche immerso nella falda acquifera, grazie al sostegno della Direzione Generale Musei.

Collaborazioni scientifiche e presentazione pubblica

Il progetto di ricerca pluriennale dei Parchi si avvale di una vasta rete di partenariato scientifico, cruciale per l’approfondimento diagnostico e l’applicazione di metodologie innovative. Le collaborazioni includono enti di ricerca e università italiane e internazionali, tra cui la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, la Fondazione Scuola del Patrimonio, la Scuola IMT di Lucca, le università europee di Bochum e Berna, l’Accademia Danese a Roma, l’università americana di Princeton e quella canadese Mount Alison University.

I risultati preliminari saranno presentati in un incontro pubblico in programma giovedì 18 dicembre, alle ore 18:00, presso il Parco archeologico di Sibari.

  • Gli archeologi Raffaele Palma e Marco Pallonetti, responsabili delle attività di scavo e documentazione, esporranno i dettagli delle indagini.

  • Damiano Pisarra, archeologo della Soprintendenza di Cosenza, tratterà le recenti acquisizioni nel territorio di Turi, oggi Corigliano – Rossano.

  • Il team di giovani ricercatori della Scuola Superiore Meridionale di Napoli presenterà una selezione di reperti significativi e ben conservati rinvenuti durante le attività.

L’appuntamento del 18 dicembre segnerà la chiusura della rassegna ‘Giovedì del Direttore’ per l’anno 2025.