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Oltre i confini della poesia: il dialogo interiore nei versi di Adelisa Pesce

Ospite di oggi della rubrica Oltre i Confini della Poesia è la poetessa Adelisa Pesce, calabrese, classe ’96. Scrive sin dall’età di cinque anni, coltivando una passione profonda per la letteratura che si intreccia con l’interesse per il diritto.

Laureata in Giurisprudenza, esercita la professione di avvocato ed è iscritta presso l’Ordine degli Avvocati di Cosenza. Ha collaborato con la rivista giuridica online Salvis Juribus, firmando numerosi articoli di ambito giuridico.

Nel panorama poetico ha pubblicato due raccolte: Raccondiary (autopubblicato, 2021) e Formiche Volanti (Vintura Edizioni, 2025), opere che restituiscono una voce autentica, capace di fondere introspezione emotiva e sguardo lucido sulla realtà.

Hai intessuto momenti

Evitato traguardi.

Dimmi adesso se è tardi

Cosa vuoi ancora inventarti

Per allontanarti dagli altri?

Riconoscere sguardi

Tornare a vent’anni.

Al chiarore del mare

Si specchia la luna

Un’ombra che urla

Al confine col cielo:

Sei tu.

Questa lirica è un intenso confronto con sé stessi, un dialogo interiore che attraversa rimpianti, fughe e il desiderio di autenticità. I versi iniziali denunciano una vita fatta di deviazioni e rinvii, mentre le domande dirette scavano nella distanza dagli altri e da ciò che si è stati.

L’immagine finale della luna riflessa nel mare diventa specchio dell’anima: un’ombra che urla verità al confine tra cielo e interiorità. Una poesia essenziale e potente, che invita a riconoscersi senza più sottrarsi.

Tu? Scrivi? Ami la poesia?

Allora Oltre i Confini della Poesia è anche per te!

Partecipa inviando:

una tua poesia

una breve biografia (max 15 righe)

una tua foto personale

a: antoniaflavio77@gmail.com

Lascia che le tue parole superino ogni confine…