Il welfare regionale si prepara a una svolta strutturale nella gestione dei disturbi dello spettro autistico.
Attraverso un approccio che abbandona le decisioni calate dall’alto, la Regione Calabria punta alla costruzione di un piano regionale equo e sostenibile, fondato sull’ascolto diretto di famiglie, associazioni e operatori del territorio.
L’obiettivo centrale è il superamento della frammentazione attuale per giungere a una reale integrazione socio-sanitaria, considerata il pilastro della nuova programmazione.
Diagnosi delle criticità e necessità di una mappatura reale
L’analisi condotta dall’assessorato al Welfare ha evidenziato carenze storiche nella programmazione regionale. Attualmente si riscontra un’assenza di dati strutturati e di una mappatura capillare dei bisogni, fattore che alimenta disuguaglianze tra le diverse aree della Calabria. Le liste d’attesa prolungate e l’eccessivo carico assistenziale che grava sulle famiglie rappresentano le emergenze più immediate, insieme alla carenza di servizi specifici per la transizione dall’adolescenza all’età adulta.
La dispersione delle risorse, causata da interventi e finanziamenti che spesso non dialogano tra loro, ha reso indispensabile il passaggio a una visione organica. Senza un sistema di monitoraggio costante e indicatori di risultato chiari, l’efficacia delle risposte fornite finora è rimasta limitata.
I pilastri della nuova strategia: integrazione e continuità
A partire da gennaio 2026, verrà avviato il coordinamento per la definizione del Piano che metterà al centro il progetto di vita della persona. L’integrazione socio-sanitaria permetterà di garantire una presa in carico globale e continua, collegando i servizi sanitari e sociali con il mondo della scuola e del territorio.
Tra gli strumenti operativi individuati per attuare questa trasformazione figurano:
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Tavolo regionale permanente sull’autismo: un organismo di indirizzo e valutazione che vedrà la partecipazione di ASP, Comuni, Terzo Settore e istituzioni scolastiche.
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Registro regionale dell’autismo: uno strumento fondamentale per la raccolta di dati reali, nel rispetto della privacy, utile a programmare gli interventi in modo appropriato.
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Budget di salute e progetto individuale: percorsi personalizzati che seguano l’individuo lungo tutto l’arco della vita.
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Rete territoriale capillare: coinvolgimento attivo di pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e centri specialistici per evitare l’isolamento delle famiglie.
L’impegno per il superamento del vuoto normativo nazionale
L’azione regionale si estenderà anche al confronto nazionale. È stata rilevata una grave carenza normativa riguardante i disturbi dello spettro autistico nell’età adulta, un ambito dove l’epidemiologia risulta ancora poco indagata. L’impegno istituzionale sarà rivolto a portare questa istanza presso la commissione nazionale per le politiche sociali, con l’intento di colmare un gap che genera profonde iniquità sociali e pesanti ricadute sui nuclei familiari.



