HomeCostume & SocietàAmbienteStop al mega-impianto fotovoltaico a Pizzo...

Stop al mega-impianto fotovoltaico a Pizzo e Maierato, Barbuto (M5S): «Vittoria dei cittadini, ora norme severe contro la speculazione»

L’archiviazione del procedimento autorizzativo relativo al mega-impianto fotovoltaico da 45 milioni di euro previsto tra i territori di Pizzo e Maierato segna un punto di svolta nelle politiche ambientali della Regione Calabria. La decisione del Dipartimento Ambiente regionale ha accolto le istanze del territorio, bloccando un’opera destinata a occupare centinaia di ettari agricoli. La notizia viene accolta con grande soddisfazione dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Maria Barbuto, che parla di un risultato determinante ottenuto grazie alla mobilitazione collettiva.

Il no della Regione e la tutela delle colture di pregio

L’intervento bocciato dagli uffici regionali avrebbe avuto un impatto rilevante sul tessuto agricolo locale, coinvolgendo direttamente aree a vocazione tradizionale come la Piana degli Scrisi, nota per la produzione del Grano Rosìa.

«L’archiviazione del procedimento autorizzativo relativo al mega-impianto fotovoltaico da 45 milioni di euro previsto tra Pizzo e Maierato è una notizia straordinaria per tutto il nostro territorio e conferma la fondatezza delle battaglie condotte in questi mesi dai cittadini e dagli agricoltori», dichiara Elisabetta Maria Barbuto.

La consigliera evidenzia come l’opposizione documentata delle comunità locali abbia evitato lo stravolgimento del paesaggio: «Fin dal primo momento mi sono schierata fermamente contro un intervento d’impatto devastante che avrebbe stravolto centinaia di ettari di terreni agricoli e compromesso le produzioni di pregio dell’area, come la coltivazione del Grano Rosìa nella Piana degli Scrisi. La decisione della Regione dimostra che, di fronte a un’opposizione seria, documentata e radicata nelle comunità, non c’è spazio per progetti speculativi a danno del paesaggio calabrese».

La proposta di legge sulle aree idonee e il consumo di suolo zero

Al di là della singola vicenda procedurale, il M5S punta il dito contro il ritardo nell’adeguamento normativo da parte della Regione Calabria rispetto alle direttive nazionali sull’individuazione delle aree idonee e non idonee per le energie rinnovabili.

«Non possiamo limitarci a rincorrere le singole emergenze o a contare sui meri cavilli procedurali per fermare l’invasione dei moduli a terra. La Regione Calabria sconta ancora un colpevole ritardo nel recepimento della normativa nazionale, non essendosi dotata né della disciplina aggiornata sulle aree idonee e non idonee né del necessario piano regionale», prosegue Barbuto.

Per superare la situazione di incertezza, la consigliera ha depositato in Consiglio Regionale una proposta di legge sottoscritta assieme alla collega Elisa Scutellà. L’iniziativa legislativa punta a garantire il raggiungimento del target di decarbonizzazione assegnato alla Calabria, pari a 3.173 MW entro il 2030, mantenendo il principio del saldo zero nel consumo di suolo agricolo e naturale.

Le direttrici del testo depositato in Consiglio Regionale

Il testo normativo fissa criteri precisi per la localizzazione dei nuovi impianti:

  • Superfici compromesse: Corsia preferenziale per l’installazione su ex cave, discariche bonificate, coperture di edifici e aree industriali.

  • Divieti agricoli: Stop rigoroso ai moduli a terra nei terreni destinati a coltivazioni DOP, IGP, biologiche o legati a varietà autoctone.

  • Solarizzazione dei parcheggi: Un piano regionale dedicato alle coperture di aree di sosta commerciali e industriali con iter autorizzativi semplificati.

  • Comunità energetiche e compensazioni: Incentivi al repowering degli impianti esistenti e sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili per contrastare la povertà energetica, prevedendo che i benefici economici riducano direttamente le bollette di residenti e imprese nei Comuni interessati.

«Il caso Pizzo-Maierato dimostra che la direzione imboccata è quella giusta. Ora serve approvare al più presto questa legge in Consiglio per dare certezza alle imprese sane, proteggere i nostri agricoltori e garantire che l’energia pulita sia davvero un’opportunità di sviluppo sostenibile per i calabresi, non una colata di speculazione sul nostro territorio», conclude la consigliera del Movimento 5 Stelle.