Il 2025 volge al termine lasciando in eredità al Servizio Sanitario Nazionale un quadro complesso, segnato da traguardi burocratici e criticità strutturali persistenti.
Francesco Esposito, Segretario nazionale della Federazione dei Medici Territoriali (FMT), traccia un bilancio dell’anno trascorso definendolo in “preoccupante continuità” con l’ultimo decennio, nonostante alcuni segnali di dinamismo sul fronte contrattuale.
Risorse e inflazione: il nodo del sottofinanziamento
Uno dei punti più critici evidenziati da Esposito riguarda lo scarto tra gli accordi raggiunti e l’effettiva tenuta del potere d’acquisto dei medici. Se da un lato la chiusura rapida dei nuovi accordi di lavoro per dirigenti e convenzionati è vista con favore, dall’altro il profilo economico rimane deficitario.
A fronte di una perdita reale del valore degli stipendi stimata intorno al 15%, il recupero ottenuto si ferma appena al 6%. La situazione appare ancora più complessa per i medici di medicina generale, i quali, oltre al blocco salariale, devono farsi carico dell’aumento dei costi dei fattori di produzione causato dall’inflazione, senza aver ricevuto rimborsi adeguati.
Le prospettive per il 2026: verso un cambio di passo
La speranza per il prossimo anno è riposta nella promessa di Marco Alparone, presidente del Comitato di settore, di avviare le trattative già all’inizio del 2026. Questo allineamento temporale tra la scadenza dei contratti nazionali e gli anni in corso rappresenterebbe una novità assoluta, permettendo di incidere con maggiore efficacia sulle future Leggi di Bilancio per prevedere stanziamenti più consistenti.
Il tema del finanziamento resta comunque il pilastro centrale. Nonostante gli sforzi governativi, il rapporto tra investimenti in sanità e PIL rimane distante dai parametri europei e OCSE. Secondo la FMT, senza un cambio di rotta radicale che rilanci la sanità pubblica, le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla gestione della cronicità rischiano di restare senza risposta.
Formazione e accesso a medicina: le battaglie aperte
L’analisi del Segretario si estende anche al percorso formativo dei futuri medici. La FMT accoglie positivamente l’orientamento parlamentare volto a trasformare la formazione specifica in medicina generale in una vera e propria specializzazione accademica. Questa riforma, storica battaglia del sindacato, permetterebbe di uniformare tutele e trattamento economico a quelli degli altri specializzandi.
Permangono invece forti perplessità sulla gestione dell’accesso alla facoltà di medicina. Le recenti modifiche che avrebbero dovuto superare il numero chiuso vengono definite da Esposito come un “pasticcio” che necessita di un intervento correttivo immediato per sanare le problematiche create agli aspiranti medici e all’intero sistema universitario.



