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“La Calabria che incanta”, Calabrese: «La Regione ha agito garantendo trasparenza, equità e coerenza»

La Regione Calabria consolida la propria posizione nel panorama degli eventi di grande richiamo internazionale attraverso un impegno costante basato sulla professionalità e la passione degli operatori.

In risposta alle recenti critiche sollevate da alcuni organizzatori di manifestazioni in merito all’avviso pubblico Calabria che incanta, l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese ha chiarito i criteri che hanno guidato l’amministrazione nella selezione dei progetti.

L’attività di verifica della ricevibilità delle istanze per la Linea di Intervento 1 è stata condotta seguendo rigorosamente le disposizioni degli articoli 1, 3 e 4 del bando, con l’obiettivo di garantire equità e coerenza verso tutti i partecipanti. L’istruttoria ha fatto emergere diverse casistiche ricorrenti che hanno portato all’esclusione di alcune proposte, a partire dalla natura giuridica dei soggetti proponenti fino al contenuto degli eventi stessi.

Le ragioni tecniche delle esclusioni

Una delle principali cause di non ammissibilità riguarda la forma giuridica di numerose associazioni, costituite tramite scrittura privata e dunque prive della qualifica di fondazioni o associazioni riconosciute richiesta dalla normativa. Un ulteriore motivo di esclusione ha interessato i progetti incentrati prevalentemente su attività teatrali o cartelloni di spettacoli simili. Tali iniziative non risultano coerenti con le finalità di promozione turistica dell’avviso in questione, in quanto il teatro dispone di specifici canali di finanziamento gestiti dal Dipartimento Cultura.

Il bando stabilisce inoltre vincoli temporali precisi: gli eventi devono avere una durata compresa tra 1 e 8 giorni e concludersi entro il 31 maggio 2026. Molte proposte sono state scartate poiché superavano tali limiti o tentavano di frammentare programmi unitari più estesi per adattarli artificialmente ai requisiti temporali richiesti. L’amministrazione ha ribadito l’impossibilità di selezionare singoli appuntamenti estrapolati da calendari più ampi, una pratica considerata non conforme allo spirito della misura.

Difesa dell’operato amministrativo e apertura al dialogo

L’assessore Calabrese ha risposto fermamente alle accuse di aver ostacolato la produzione culturale, sottolineando la rettitudine e la competenza dei dirigenti e dei funzionari del Dipartimento. La replica istituzionale mira a tutelare il lavoro degli uffici regionali, evidenziando l’assenza di qualsiasi discrezionalità o arbitrarietà nelle valutazioni effettuate. Molte delle realtà oggi escluse hanno infatti ricevuto supporto in passato attraverso altri bandi di cui possedevano i requisiti necessari.

Nonostante la fermezza sulle posizioni legali e amministrative, la Regione esprime la volontà di avviare un confronto più stretto con le associazioni di categoria. L’obiettivo futuro è quello di affinare i processi di programmazione e migliorare le misure di sostegno, garantendo che le manifestazioni continuino a rappresentare il volto autentico del territorio calabrese.