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Sanità negata a Cosenza, la risposta del Cup: “Non esistono date disponibili”

Entrare negli uffici del centro unico di prenotazione (Cup) di via Popilia sta diventando un atto di rassegnazione. La denuncia che arriva da un cittadino cosentino non è solo il racconto di un disservizio, ma la testimonianza di un sistema che ha smesso di garantire il diritto alla salute.

L’invisibilità delle visite oculistiche

Il paradosso più grave riguarda l’oculistica. Per una prenotazione destinata a una paziente, questa mattina la risposta degli operatori è stata definitiva: non esistono date disponibili. Non si tratta di liste d’attesa lunghe, ma di una totale assenza di slot. Né a Cosenza, né nelle strutture convenzionate della provincia sembra esserci traccia di un medico disponibile. Una situazione che solleva interrogativi sulla legittimità stessa del servizio: è legale chiudere di fatto l’accesso a una branca specialistica senza fornire alternative?

La migrazione forzata per un’ecografia

Per chi necessita di un’ecografia all’addome completo, lo scenario non cambia. A Cosenza la disponibilità è nulla. Per ottenere un esame, il cittadino è costretto a trasformarsi in un viaggiatore della salute: le prime date utili si trovano a Praia a Mare o Crotone, ma solo a partire da novembre o dicembre. Centinaia di chilometri e oltre sei mesi di attesa per un accertamento che, in molti casi, non può aspettare.

L’oscurità sui rimborsi e il muro di gomma

Davanti al blocco delle prenotazioni, il cittadino ha provato a chiedere lumi sul diritto al rimborso per prestazioni effettuate privatamente (visti i tempi d’attesa fuori norma), ma la risposta ricevuta allo sportello è stata un “non ne sappiamo nulla”.

“È inaccettabile che non ci siano date né medici. Non è solo un problema di attesa, è un sistema che si è fermato del tutto, lasciando le persone sole davanti alla malattia.”

Questo grido d’allarme da via Popilia non può restare inascoltato. Quando la sanità pubblica smette di programmare le visite, smette di essere un servizio e diventa un muro di gomma contro cui si infrangono le speranze e i diritti dei calabresi.