L’inizio del 2026 si apre con una nota amara per gli automobilisti italiani, ma è in Calabria che il rincaro del carburante rischia di trasformarsi in un vero e proprio ostacolo insormontabile per la mobilità quotidiana.
Rosellina Madeo, esponente del Partito Democratico, ha acceso i riflettori su un aumento di circa 5 centesimi al litro per il diesel che, lungi dall’essere un semplice adeguamento economico, colpisce una regione già strutturalmente fragile e isolata.
Secondo Madeo, l’aumento dei prezzi non è solo una questione di cifre, ma un problema di equità sociale e territoriale. La Calabria paga lo scotto di una carenza cronica di infrastrutture che obbliga i cittadini a dipendere quasi esclusivamente dai mezzi privati. La consigliera non usa mezzi termini per descrivere la situazione attuale dei trasporti.
Una mobilità obbligata tra treni fantasma e promesse mancate
La questione ferroviaria rimane il nervo scoperto della regione. La mancanza di alternative valide costringe i calabresi a mettersi alla guida, rendendo il consumo di diesel una spesa obbligatoria e non evitabile. Madeo sottolinea come la regione sia stata privata di prospettive di sviluppo fondamentali che sembravano ormai acquisite.
«Ci è stata prima ventilata ma poi tolta con un colpo di mano l’Alta Velocità, i collegamenti inter ferroviari all’interno della regione sono quelli che sono. Abbiamo serie difficoltà a spostarci con i treni fuori confine ma le abbiamo anche per spostarci all’interno della nostra regione.»
Il disagio non si limita alla rete ferroviaria. Anche il sistema aeroportuale viene descritto come insufficiente, caratterizzato da voli costosi e collegamenti scarni che spesso vengono annullati se non raggiungono il pieno carico. Questa combinazione di fattori crea un isolamento che si riflette direttamente sulle tasche dei cittadini.
Coerenza politica e silenzio istituzionale
Il cuore della critica di Madeo punta dritto verso la gestione del Governo nazionale e il ruolo dei rappresentanti locali. Viene richiamato il contrasto tra le promesse elettorali del 2022 sull’abolizione delle accise e l’attuale realtà dei rincari, evidenziando una distanza tra la propaganda e l’azione di governo.
«Più che un regalo trattasi di vero e proprio pacco. Gli italiani hanno iniziato il nuovo anno con un rincaro sul diesel che peserà molto sulle spese delle famiglie ma che, per ragioni logistiche e di infrastrutture, peserà ancora di più sulle tasche dei calabresi.»
L’esponente del PD interroga anche l’efficacia della cosiddetta filiera istituzionale tra la Regione Calabria e il Governo centrale. Nonostante l’affinità politica tra i due livelli amministrativi, Madeo lamenta un’incapacità cronica nel far valere le istanze del territorio a Roma. Il risultato è una regione che, pur essendo tra le più penalizzate, sembra non avere voce nei luoghi dove si decidono le politiche energetiche e infrastrutturali del Paese.



