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Spid Poste diventa a pagamento: dal 2026 scatta il canone di 6 euro

Una svolta economica importante interessa l’identità digitale più diffusa in Italia. Poste Italiane ha ufficializzato una modifica unilaterale delle condizioni di servizio per PosteID, introducendo un canone annuale per l’accesso ai servizi che espongono il logo Spid.

La decisione segue il rinnovo della convenzione quinquennale siglata lo scorso ottobre tra Assocertificatori, AgID e il dipartimento per la Trasformazione digitale, che ha aperto alla possibilità di introdurre una valorizzazione economica della base utenti secondo logiche di mercato.

Le nuove tariffe e i tempi del pagamento

Il servizio non prevede un costo immediato per tutti: rimane infatti gratuito per il primo anno di attivazione. Il contributo annuale di 6 euro (Iva inclusa) viene richiesto a partire dal secondo anno. Per chi ha già lo Spid attivo da oltre dodici mesi, la continuità del servizio è garantita, ma il pagamento sarà richiesto al termine dell’annualità in corso.

Le modalità di versamento sono duplici. Gli utenti possono procedere online tramite carta di credito o debito sul portale ufficiale posteid.poste.it, oppure recarsi fisicamente presso un ufficio postale. In quest’ultimo caso, è sufficiente comunicare il codice fiscale del titolare dell’identità; non è necessario presentare documenti cartacei né è richiesta la presenza fisica della persona interessata se il rinnovo viene effettuato da terzi.

Sospensione e riattivazione dell’identità digitale

Dimenticare la scadenza non comporta la perdita immediata del profilo. Se il canone non viene versato, la funzionalità di accesso ai servizi viene temporaneamente sospesa, ma l’identità digitale PosteId resta attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso effettuato. Durante questo biennio, il cittadino potrà ripristinare la piena operatività in qualsiasi momento semplicemente regolarizzando la propria posizione economica.

Le categorie che non dovranno pagare

Nonostante il passaggio al modello a pagamento, Poste Italiane ha confermato diverse eccezioni per tutelare le fasce più fragili e specifiche tipologie di utenza. Il servizio resterà gratuito per:

  • minorenni

  • cittadini che hanno compiuto almeno 75 anni

  • residenti all’estero

  • titolari di un profilo PosteId Spid per uso professionale

Questa manovra si inserisce in un contesto di mercato in cui anche altri provider hanno iniziato a tariffare il servizio per compensare l’aumento dei costi di gestione dell’infrastruttura tecnologica, rimasti a carico dei gestori privati dopo il congelamento dei fondi pubblici negli anni passati.