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Influenza in aumento dopo la Befana: “No agli antibiotici”

L’influenza non si ferma e, dopo una breve tregua statistica dovuta alle festività natalizie, gli esperti prevedono una nuova risalita della curva. Con la riapertura delle scuole post-Befana, il virus troverà terreno fertile per la diffusione, portando il numero dei contagi verso il picco stagionale.

I numeri della sorveglianza

Secondo gli ultimi dati raccolti, sebbene l’incidenza sia leggermente calata nell’ultima settimana di dicembre (passando da 17,1 a 14,5 casi ogni mille abitanti), il calo è considerato fittizio, legato alla chiusura delle scuole e al minor numero di visite mediche effettuate durante le ferie. Ad oggi, si stimano già circa 6,7 milioni di italiani colpiti dall’inizio della stagione, con i bambini sotto i 4 anni che rimangono la fascia più esposta.

Il monito dei medici: “Non è solo un’influenza”

Dagli ambulatori arriva l’invito a non sottovalutare i sintomi. Febbre alta, dolori articolari intensi e spossatezza marcata stanno costringendo a letto migliaia di persone. Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità avvertono che il virus circolerà con intensità ancora per diverse settimane, raccomandando massima prudenza specialmente per i soggetti fragili.

La guida dell’ISS contro i falsi miti

Per aiutare i cittadini, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso una guida pratica per sfatare alcuni luoghi comuni pericolosi. Il punto più critico riguarda l’uso dei farmaci:

  • No agli antibiotici: Questi farmaci combattono solo i batteri. Assumerli contro l’influenza o il Covid-19 è inutile e pericoloso, poiché favorisce il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
  • Igiene e prevenzione: Oltre al vaccino, restano fondamentali le buone abitudini: lavare spesso le mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce e restare a casa ai primi sintomi per evitare di diffondere il contagio.

La minaccia della variante K

Mentre l’Europa affronta uno degli inverni più difficili, la cosiddetta “variante K” (un ceppo mutato del virus H3N2) è diventata dominante anche negli Stati Uniti e in Giappone. Questa mutazione si distingue per l’elevata velocità di trasmissione e la capacità di causare ondate di infezioni particolarmente dure, con un numero record di ricoveri ospedalieri registrato nelle ultime settimane a livello internazionale.