La recente visita dei dirigenti della Cisl cosentina agli impianti di risalita di Camigliatello Silano ha riacceso i riflettori sulle criticità che colpiscono l’entroterra calabrese. Al centro del dibattito, l’impatto dei cambiamenti climatici — evidente nella cronica mancanza di neve — e la necessità di una visione strategica per salvare l’economia montana e i posti di lavoro.
Una strategia per le aree interne
Michele Sapia, segretario generale della Ust Cisl di Cosenza, ha richiamato le istituzioni a un impegno concreto: «Dobbiamo riaprire il confronto sulla montagna adottando una prospettiva che riguardi l’intera filiera». Per Sapia, la tutela dell’ambiente deve andare di pari passo con la difesa dei lavoratori. In questo senso, le opportunità offerte dalla Zes Unica rappresentano uno strumento fondamentale per contrastare lo spopolamento e rivitalizzare i territori più fragili attraverso investimenti strutturali su viabilità e servizi.
L’investimento Arsac: neve programmata per salvare la stagione
In un quadro segnato dalla scarsità di precipitazioni naturali, la Fit Cisl ha espresso un forte apprezzamento per il nuovo progetto annunciato dall’Arsac. L’intervento, illustrato dal direttore generale Fulvia Caligiuri, prevede l’efficientamento e il completamento della produzione di neve programmata per la cabinovia di Camigliatello.
Nello specifico, il piano mira a:
- Sostituire il vecchio impianto: Rendendo la produzione di neve idonea per entrambe le piste (dai 1.786 metri di Monte Curcio ai 1.380 della località Tasso).
- Garantire la continuità operativa: Assicurando l’apertura degli impianti anche in assenza di neve naturale.
- Tutelare l’occupazione: Stabilizzando i livelli lavorativi per gli addetti del settore, messi a rischio dalle stagioni brevi.
Professionalità e nuove sfide contrattuali
Antonio Domanico della Fit Cisl ha evidenziato l’importanza di valorizzare il lavoro del personale Arsac, che garantisce servizi di qualità in condizioni spesso complesse. Il sindacato chiede però un passo avanti nelle relazioni industriali: è necessario rafforzare la contrattazione e il confronto aziendale per superare nodi normativi ormai strutturali che rallentano l’efficacia delle attività.
Conclusioni: una montagna da non abbandonare
Rilanciare la Sila significa, per la Cisl, riconoscere il valore economico e sociale dell’entroterra. Non bastano soluzioni calate dall’alto, ma serve un piano che connetta le zone montane a quelle costiere, promuovendo una cultura della sostenibilità e della messa in sicurezza del territorio. «La montagna non può continuare a subire abbandono e precarietà», conclude Sapia, ribadendo che solo investimenti lungimiranti potranno garantire un futuro alle comunità silane.



