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Sanità calabrese, il caso limite: un’ecografia urgente fissata per il maggio 2027

Mentre il dibattito politico regionale si concentra su riforme strutturali e nuovi enti di gestione, la realtà quotidiana dei pazienti calabresi continua a scontrarsi con il muro di gomma di liste d’attesa che superano ogni limite di ragionevolezza e civiltà.

L’ultimo caso limite, destinato a far discutere, riguarda un uomo che ha già pagato un prezzo altissimo per la sua fedeltà allo Stato e che ora si vede negato il diritto fondamentale alla cura.

La denuncia porta la firma di Sergio Gaglianese, presidente dell’associazione La Tazzina della legalità, che attraverso i canali social ha sollevato il velo su una situazione definita assurda e intollerabile. Protagonista del caso è Raffaele Fazio, un pensionato al minimo con un passato da vittima della criminalità organizzata.

Fazio, già operato per l’inserimento di una protesi a una gamba, accusa oggi gravi problemi all’altro arto. Nonostante il medico abbia prescritto con carattere d’urgenza un’ecografia diagnostica, passaggio essenziale per evitare danni irreversibili, la risposta del Centro Unico di Prenotazione è stata raggelante: l’appuntamento è disponibile solo tra quasi due anni.

Il presidente Gaglianese non usa giri di parole per descrivere lo stato della sanità pubblica regionale, parlando di un profondo dissesto. Secondo l’associazione, un’attesa simile per un esame ecografico non è un semplice intoppo burocratico, ma una violazione costituzionale. Gaglianese ha espresso duramente il proprio sdegno dichiarando: “Mi domando, e lo domando pubblicamente, se sia tollerabile, in un Paese che si definisce civile, attendere quasi due anni per un semplice esame ecografico, con il concreto rischio che, a quella data, possa essere ormai troppo tardi. Qui non siamo di fronte a un disservizio, ma a una vera e propria negazione del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione”.

La vicenda ha già preso una piega istituzionale. L’associazione ha inviato una lettera formale al Presidente della Regione Calabria e Commissario straordinario della sanità, Roberto Occhiuto, e alla Commissaria dell’Azienda Dulbecco, Simona Carbone. L’obiettivo è ottenere un intervento immediato che garantisca il diritto alla cura del pensionato.

In caso contrario, la battaglia si sposterà nelle aule di giustizia. Gaglianese ha infatti annunciato fermamente: “In mancanza di risposte immediate e concrete, procederemo con un esposto alla Procura della Repubblica. Non è certo mia intenzione trasformare la denuncia quotidiana in una prassi, ma quando lo Stato fallisce e i cittadini più fragili vengono abbandonati, il silenzio diventa complicità. E io non intendo essere complice”.