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Il paradosso dei rifiuti in Calabria: meno scarti ma costi tra i più alti d’Italia

La Calabria vive un profondo contrasto nella gestione del ciclo dei rifiuti. Se da un lato i cittadini producono meno scarti rispetto alla media nazionale, dall’altro le tariffe per il servizio di raccolta e smaltimento restano tra le più pesanti del Paese.

Secondo l’ultima relazione annuale del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, la regione si trova a fronteggiare una sfida strutturale che vede costi elevati a fronte di performance di raccolta differenziata ancora distanti dagli standard nazionali.

Attualmente, la raccolta differenziata in Calabria si attesta al 55,2%, una cifra che posiziona il territorio dieci punti sotto la media italiana. Tuttavia, emerge un dato incoraggiante: nell’ultimo anno la Calabria ha registrato la crescita più significativa a livello nazionale, con un incremento del 3% contro il 2% complessivo delle altre regioni. Questo progresso riflette l’accelerazione impressa da molte amministrazioni locali, sebbene il divario con il resto d’Italia, specialmente con i comuni del Nord-Est che raggiungono picchi dell’83%, resti marcato.

Un’efficienza che pesa sulle tasche dei cittadini

Il dato più critico riguarda l’aspetto economico. In Italia, la spesa media per la gestione della spazzatura è di 395 euro a tonnellata. La Calabria supera abbondantemente questa soglia con un costo di 481 euro, posizionandosi al terzo posto tra le regioni più care, preceduta solo da Liguria e Basilicata. Questo avviene nonostante ogni abitante calabrese produca appena 401 kg di rifiuti all’anno, un valore decisamente inferiore ai 632 kg dell’Emilia-Romagna o ai 497 kg della media nazionale.

Il Cnel chiarisce le ragioni di questo squilibrio evidenziando che si spende di più per il trasporto e per i conferimenti in discarica. La carenza di impianti e la necessità di movimentare i rifiuti incidono pesantemente sulle casse comunali e, di conseguenza, sulle bollette dei contribuenti. “I comuni del Nord, soprattutto quelli piccoli, si distinguono per efficienza e buone performance”, si legge nel rapporto, mentre i centri del Sud continuano a incontrare difficoltà strutturali che mantengono i costi elevati.

Le differenze provinciali: Catanzaro guida, Crotone arranca

All’interno del territorio regionale si osservano velocità molto diverse. La provincia di Catanzaro si conferma la più virtuosa con il 65,2% di raccolta differenziata, seguita da Cosenza al 62% e Vibo Valentia al 60,8%. A trascinare verso il basso la media regionale sono i risultati delle province di Reggio Calabria e Crotone, che con percentuali rispettivamente del 42,5% e 41,5% occupano gli ultimi gradini della classifica nazionale. Il recupero di queste aree è considerato fondamentale per allineare l’intera regione agli obiettivi di sostenibilità e per tentare di abbattere i costi di un servizio che, al momento, appare decisamente sproporzionato rispetto alla quantità di rifiuti prodotti.