La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio sull’episodio che aveva scosso il quartiere reggino lo scorso novembre.
Un giovane di 22 anni è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di approvvigionamento e porto in luogo pubblico di un’arma clandestina, a seguito dell’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura.
I fatti risalgono alla serata del 7 novembre 2025. Una segnalazione di spari aveva fatto scattare l’intervento immediato degli agenti della Squadra Mobile nel cuore del Rione Marconi. Sebbene al momento dell’arrivo delle volanti non vi fosse traccia del responsabile, la perlustrazione capillare della zona ha permesso di recuperare tre bossoli e, poco distante, una pistola Beretta calibro 7.65 nascosta tra i cumuli di immondizia. L’arma è risultata avere la matricola abrasa, una condizione che la rende non tracciabile e particolarmente insidiosa per l’ordine pubblico.
Le indagini si sono avvalse della tecnologia per ricostruire la dinamica dell’accaduto. L’analisi dei sistemi di videosorveglianza ha mostrato il giovane mentre brandiva l’arma prima di tentare di disfarsene tra i rifiuti. A blindare l’inchiesta sono stati poi i rilievi tecnici del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, che hanno trasformato i sospetti in prove oggettive.
Le autorità hanno sottolineato l’importanza della rapidità dell’intervento, dichiarando che “il ritrovamento immediato della pistola e l’identificazione del soggetto grazie alle immagini hanno permesso di dare una risposta ferma alla sicurezza del quartiere”. L’arresto rappresenta un segnale forte nel contrasto alla detenzione di armi illegali nelle aree sensibili della città.



