Nonostante le piogge incessanti e il clima rigido che stanno colpendo la regione, una vasta area della provincia di Cosenza si ritrova improvvisamente a secco. Un paradosso che nasce dalla fragilità del territorio: un grave cedimento strutturale ha colpito l’acquedotto Abatemarco, lasciando a rubinetti chiusi ben 26 centri urbani. La Sorical, società che gestisce le risorse idriche, ha confermato che la situazione è critica e che il meteo avverso sta impedendo la risoluzione del guasto.
Il guasto all’alba: condotta spezzata da un movimento franoso
L’incidente è avvenuto nelle prime luci di sabato 10 gennaio 2026. A causare il danno non è stata l’usura, ma uno smottamento del terreno che ha colpito la condotta principale subito dopo l’uscita dalla galleria Mula. Il bilancio tecnico è pesante: circa tre metri di tubazione sono stati letteralmente tranciati, provocando una massiccia fuoriuscita d’acqua stimata in circa 300 litri al secondo.
Operatori bloccati da neve e grandine
Le squadre di emergenza hanno raggiunto l’area con difficoltà, riuscendo a localizzare il punto esatto del danno e preparando il terreno per l’arrivo dei macchinari pesanti. Tuttavia, il cantiere è attualmente fermo. La zona è impervia e le condizioni climatiche sono estreme: forti raffiche di vento, nevicate e grandinate rendono troppo pericoloso il lavoro degli operai. Le riparazioni potranno ripartire soltanto quando la tempesta darà tregua, garantendo i requisiti minimi di sicurezza per il personale.
Serbatoi a secco: i disagi per la popolazione
La conseguenza immediata è lo svuotamento dei serbatoi comunali. Ad eccezione di alcune zone servite dall’impianto Capodacqua, la totalità dei centri collegati all’Abatemarco è attualmente priva di fornitura. Decine di migliaia di cittadini stanno affrontando una giornata di pesanti disagi, con l’incognita sulla durata del blackout idrico strettamente legata all’evoluzione delle nuvole.
Questa emergenza mette nuovamente a nudo la delicatezza delle infrastrutture calabresi di fronte ai fenomeni meteorologici acuti, ricordando quanto sia sottile il filo che garantisce i servizi essenziali durante la stagione invernale.



