Il circolo vizioso della disinformazione ha colpito duramente la comunità di Melito Porto Salvo nelle ultime ore.
Una notizia priva di ogni fondamento, riguardante una presunta sparatoria con il ferimento di un uomo di 35 anni, ha iniziato a rimbalzare vorticosamente tra i social network e alcune testate online.
La rapidità della condivisione digitale, non supportata da una necessaria verifica delle fonti, ha generato un ingiustificato clima di allarme tra i cittadini.
La nostra testata, dopo aver effettuato i dovuti controlli e non avendo riscontrato conferme ufficiali, aveva scelto di non dare seguito alla divulgazione della notizia. La conferma definitiva dell’infondatezza del fatto è arrivata dal sindaco Tito Nastasi, il quale ha rilasciato una nota ufficiale per ristabilire la verità e proteggere l’immagine del territorio.
«In relazione agli articoli di stampa pubblicati in data 09 gennaio 2026 su diverse testate giornalistiche online, riguardanti il ferimento a colpi d’arma da fuoco di un uomo di trentacinque anni che sarebbe avvenuto nel nostro territorio comunale, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale intendono smentire categoricamente tali ricostruzioni», ha dichiarato il primo cittadino con fermezza.
Un errore di attribuzione legato al passato
Dalle verifiche approfondite è emerso che i fatti descritti non solo non sono avvenuti a Melito Porto Salvo, ma farebbero riferimento a un episodio di cronaca risalente a oltre un anno fa, verificatosi in un comune limitrofo. Si è trattato dunque di un grave errore di attribuzione o di un refuso informativo che ha riportato d’attualità una vecchia vicenda, collocandola erroneamente nel tempo e nello spazio.
L’Amministrazione comunale ha espresso profonda amarezza per l’accaduto, sottolineando come simili episodi rischino di vanificare gli sforzi compiuti per la promozione della legalità e della sicurezza locale. Il sindaco ha voluto ribadire l’impegno costante della sua giunta nel valorizzare il territorio, spiegando che vedere il nome del paese associato a fatti di sangue mai avvenuti arreca un danno d’immagine ingiustificato.
«La nostra comunità merita una narrazione onesta e accurata. Associare Melito di Porto Salvo a episodi di violenza inesistenti non solo crea un inutile allarme sociale tra i residenti, ma penalizza anche gli sforzi profusi per promuovere l’accoglienza e la sicurezza del nostro territorio», ha concluso Nastasi.
Questa vicenda pone ancora una volta l’accento sulla responsabilità etica di chi fa informazione. In un’epoca in cui la viralità precede spesso la verità, la verifica rigorosa dei fatti resta l’unico strumento efficace per prevenire la diffusione di narrazioni distorte che possono ferire la reputazione di un’intera comunità. (fonte lacnews)



