La straordinaria parabola umana e spirituale di Natuzza Evolo, la mistica calabrese che ha parlato al cuore di migliaia di fedeli, si trasforma in un’opera teatrale di ampio respiro.
Lo spettacolo, intitolato Fortunata di Dio, celebrerà il suo debutto in prima assoluta il 23 e 24 maggio 2026 sul prestigioso palco del Teatro Rendano.
Questo progetto ambizioso mira a restituire la profondità di una donna che ha fatto della carità e dell’umiltà il centro della propria esistenza, scomparendo significativamente proprio nel giorno di Ognissanti del 2009.
La produzione nasce da un’idea del regista e attore Andrea Ortis e del produttore Ruggero Pegna, entrambi autori della sceneggiatura. Il team creativo schiera eccellenze del panorama culturale, dalle musiche originali composte dal maestro Francesco Perri alla consulenza di figure come Gianmario Pagano e il giornalista Pino Nano. L’impatto visivo sarà garantito dal light e visual design di Virginio Levrio, pronto a trasportare il pubblico in una dimensione suggestiva attraverso scenografie luminose ed effetti in tre dimensioni.
Interpretare una figura così densa di significato rappresenta una sfida umana prima ancora che professionale. L’attrice Annalisa Insardà, che vestirà i panni di Natuzza, ha condiviso il suo legame personale con la mistica di Paravati, sottolineando come questa esperienza sia un intreccio di gioia profonda e forte responsabilità. Durante la presentazione dell’opera, l’interprete ha manifestato la sua commozione dichiarando: “Portare in scena una figura che ha segnato la vita spirituale di migliaia di persone richiede un rispetto immenso e una dedizione totale”.
Il racconto teatrale non si limiterà alla biografia, ma esplorerà il lascito tangibile della Evolo, come il Santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e la Villa della Gioia a Paravati di Mileto. Gli autori hanno evidenziato la volontà di utilizzare un linguaggio emotivo capace di coinvolgere sia i devoti storici sia chi si avvicina per la prima volta a questa storia. “Sentiamo il peso di una responsabilità enorme,” hanno spiegato gli ideatori del progetto, “perché approcciamo una figura amatissima con l’obiettivo di preservarne l’autenticità e la forza del messaggio di fede e carità che ancora oggi muove i Cenacoli di preghiera in tutto il mondo”.



