Il nuovo anno si apre con una nota amara per i consumatori italiani. Dopo i rialzi che hanno già colpito pedaggi autostradali, accise sul gasolio, polizze assicurative e tabacchi, il settore delle telecomunicazioni si aggiunge alla lista dei rincari.
I principali operatori del mercato hanno infatti avviato modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, applicando aumenti che coinvolgono sia la telefonia fissa che quella mobile.
Secondo la denuncia diffusa dal Codacons, ci troviamo di fronte a una vera e propria ondata di rincari che grava pesantemente sui bilanci familiari. I dati raccolti dall’associazione evidenziano che le principali compagnie hanno comunicato incrementi mensili variabili da un minimo di 1 euro fino a un massimo di 5 euro per ogni singola utenza. Questo significa che, su base annua, la spesa per ogni cliente potrebbe subire un aggravio compreso tra i 12 e i 60 euro.
L’impatto complessivo sulla spesa nazionale è enorme, come sottolineato da Assium, l’associazione italiana degli Utility Manager. Il settore della telefonia in Italia vale circa 22,6 miliardi di euro annui e anche ritocchi apparentemente minimi generano effetti macroscopici sulla spesa collettiva. Tuttavia, esiste una via d’uscita per gli utenti che non intendono accettare passivamente queste variazioni.
Il diritto di recesso e le opzioni per il risparmio
In presenza di una modifica unilaterale del contratto, la normativa tutela il consumatore offrendo la possibilità di recedere senza costi aggiuntivi. Assium ricorda che è possibile chiudere il rapporto o passare a un altro operatore senza dover pagare penali o costi di disattivazione. Per procedere, gli utenti possono utilizzare diversi canali: dall’invio di una raccomandata o di una Pec, alla comunicazione tramite il servizio clienti o i moduli dedicati presenti sui siti web dei gestori.
La sfida principale resta però l’individuazione di un’alternativa realmente conveniente in un mercato sempre più complesso. Federico Bevilacqua, presidente di Assium, sottolinea la difficoltà di muoversi in questo scenario: “Quando si verifica una modifica unilaterale dei contratti che introduce un incremento delle tariffe è importante verificare se l’offerta sottoscritta faccia ancora al caso nostro, o se sia meglio approfittare delle proposte commerciali di altri gestori. Una operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti”.
Secondo l’associazione, per contrastare efficacemente la stangata, la soluzione risiede spesso nel rivolgersi a esperti del settore. “Per questo è sempre più importante oggi affidarsi a professionisti qualificati in grado di aiutare i cittadini a scegliere le offerte migliori in base al profilo del cliente, e ottenere così risparmi fino al 50% sulla bolletta telefonica”, conclude Bevilacqua.



