Un grave malore ha colpito una donna nel primo pomeriggio di oggi a Vibo Marina, trasformando una tranquilla giornata domestica in una corsa contro il tempo.
L’allarme, lanciato immediatamente dai familiari, ha messo in moto la macchina dei soccorsi del 118, evidenziando ancora una volta l’efficienza clinica del personale ma anche le pesanti lacune strutturali che affliggono la sanità locale.
Sul posto è intervenuta tempestivamente l’ambulanza della postazione Vibo 1. Tuttavia, il mezzo è giunto sul luogo privo di medico a bordo, una criticità che sta diventando una costante nel territorio vibonese a causa della cronica carenza di personale sanitario. Per sopperire a questa mancanza e garantire un’assistenza adeguata alla gravità della situazione, la centrale operativa ha disposto contemporaneamente l’invio dell’elisoccorso decollato dalla base di Lamezia Terme.
Dopo una rapida valutazione clinica, il medico dell’elisoccorso ha accertato la necessità di un ricovero immediato. Per ottimizzare il trasporto, il professionista è salito sull’ambulanza insieme alla paziente, dirigendosi verso l’ospedale Jazzolino. La struttura è dotata di una Stroke Unit di primo livello, fondamentale per gestire patologie tempo-dipendenti come quella che ha colpito la donna. Nonostante le difficoltà logistiche, l’intervento ha rispettato i tempi previsti dai protocolli clinici, assicurando alla paziente le cure necessarie.
L’operazione ha però comportato un fermo prolungato per il mezzo aereo. L’elicottero è rimasto a terra per circa un’ora, attendendo che il medico completasse il trasferimento in ospedale, effettuasse le consegne ai colleghi del nosocomio e rientrasse sulla costa per il decollo verso la base.
Questo episodio riaccende il dibattito sui costi e sull’organizzazione del sistema d’emergenza. L’impiego di un mezzo oneroso come l’elisoccorso, spesso utilizzato per supplire alla mancanza di medici sulle ambulanze ordinarie, rappresenta un paradosso gestionale più volte denunciato da comitati e associazioni locali. Se da un lato il sistema riesce a garantire la vita dei cittadini, dall’altro lo fa attraverso soluzioni emergenziali che gravano sulle casse pubbliche e che nascondono una crisi profonda della medicina territoriale.



