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Assalti ai bancomat in Calabria: l’appello della Cgil: “Servizi essenziali a rischio”

La Calabria si trova ad affrontare una preoccupante escalation di criminalità che prende di mira gli sportelli automatici.

La Fisac Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e la Slc Cgil Calabria hanno sollevato una questione che ormai supera il semplice danno patrimoniale, trasformandosi in un serio problema di ordine pubblico e sicurezza collettiva.

Gli episodi più recenti, che hanno colpito la provincia di Catanzaro, il Cosentino e da ultimo la località di Camigliatello, delineano una strategia criminale sempre più aggressiva.

Un rischio concreto per la pubblica incolumità

L’utilizzo di esplosivi ad alto potenziale, tipico della cosiddetta tecnica della marmotta, preoccupa i rappresentanti dei lavoratori per le possibili ricadute sulle aree residenziali. Molti sportelli sono infatti situati al piano terra di edifici abitati, rendendo le deflagrazioni una minaccia per la stabilità delle strutture e per la vita dei cittadini.

Antonella Bertuzzi, dirigente della Fisac Cgil Area Vasta, ha evidenziato la gravità della situazione dichiarando che «questi attacchi non producono solo danni economici agli istituti bancari, ma rappresentano una minaccia concreta per le comunità locali. L’uso sempre più frequente di esplosivi ad alto potenziale sta trasformando strade, quartieri e aree residenziali in luoghi ad alto rischio».

Sulla stessa linea si pone Saverio Ranieri, segretario regionale di Slc Cgil Calabria, che ammonisce sulla necessità di agire tempestivamente: «Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile. In molti casi parliamo di sportelli collocati in edifici abitati: i danni strutturali provocati dalle deflagrazioni possono avere conseguenze gravissime per residenti e passanti».

La tutela dei lavoratori e del territorio

Oltre alla sicurezza dei residenti, il sindacato pone l’accento sulla protezione dei dipendenti bancari e postali. Anche se i colpi avvengono prevalentemente nelle ore notturne, i danni strutturali e l’instabilità degli impianti possono compromettere la sicurezza di chi opera negli sportelli durante il giorno. Per questo motivo, viene richiesto un potenziamento della vigilanza e investimenti in tecnologie di sicurezza passiva, come i sistemi di macchiatura delle banconote.

Un ulteriore timore riguarda il tessuto sociale della regione. La Calabria è già segnata da un progressivo abbandono dei servizi creditizi, e l’insicurezza potrebbe fungere da catalizzatore per nuovi tagli. I rappresentanti sindacali hanno infatti lanciato un monito preciso: «La Calabria soffre già di una forte desertificazione bancaria e postale. Un clima di insicurezza diffuso rischia di accelerare la chiusura di altri sportelli, privando interi territori di servizi essenziali e penalizzando soprattutto le fasce più fragili della popolazione».

La richiesta finale è indirizzata al Prefetto e alle forze dell’ordine per un coordinamento che preveda non solo il controllo del territorio, ma anche l’aggiornamento dei protocolli di emergenza, affinché la presenza delle banche resti un presidio di legalità e coesione sociale.