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Sanità in Calabria, l’atto d’accusa di Pasquale Tridico dopo la tragedia di Longobucco

La morte di Tonino Sommario, avvenuta durante il tragitto verso l’ospedale di Rossano, riaccende violentemente il dibattito sulle croniche carenze del sistema sanitario calabrese, in particolare per quanto riguarda i presìdi nelle zone montane e isolate.

Sulla vicenda è intervenuto con durezza l’europarlamentare Pasquale Tridico, già candidato alla presidenza della Regione per il campo progressista, definendo quanto accaduto una responsabilità politica precisa e non una tragica fatalità.

Secondo l’esponente politico, il territorio di Longobucco vive una condizione di isolamento inaccettabile, aggravata da infrastrutture carenti come il ponte non ancora ricostruito dopo oltre due anni dal crollo. In questo contesto, l’assenza di un’ambulanza h24 dotata di personale medico trasforma ogni emergenza in una scommessa con la sorte. Tridico punta il dito contro quella che definisce una gestione fatta di annunci e propaganda, sostenendo che la presenza di un mezzo di soccorso era stata garantita dall’Asp di Cosenza solo temporaneamente, senza reali conseguenze operative durature.

La denuncia contro la gestione regionale

L’attacco di Tridico investe direttamente i vertici della Regione, chiamando in causa il presidente Roberto Occhiuto. L’europarlamentare sostiene che, nonostante anni di controllo sulla sanità regionale, il sistema versi oggi in uno stato di totale sbando, caratterizzato da pronto soccorso al collasso, reparti chiusi e liste d’attesa interminabili.

“Morti come quelle di Serafino Congi o di Tonino Sommario non sono più tollerabili. Morire mentre, da Longobucco, si tenta di raggiungere l’ospedale di Rossano è un fatto inammissibile, perché il sistema sanitario calabrese non è in grado neppure di garantire la presenza di un’ambulanza. Questa non è una fatalità: è una responsabilità politica gravissima.”

Tridico sottolinea come il diritto alla salute in Calabria non sia uguale per tutti, ma dipenda geograficamente dal luogo in cui si risiede. Per chi vive nelle aree interne, la sopravvivenza sembra essere legata alla fortuna piuttosto che a un servizio strutturato e affidabile.

Proposte per un piano di reclutamento straordinario

Oltre alla critica, l’europarlamentare richiama la necessità di interventi strutturali immediati che vadano oltre la logica del commissariamento o degli slogan sui social network. La priorità assoluta resta la carenza di capitale umano, una piaga che costringe i professionisti calabresi a cercare fortuna altrove.

“La Calabria ha bisogno subito di medici. In campagna elettorale ho proposto un piano straordinario di reclutamento, con assunzioni stabili, concorsi rapidi e incentivi economici e abitativi per riportare in regione i professionisti costretti ad andare via, vi si dia seguito.”

Per Tridico, ogni ulteriore ritardo nella messa in sicurezza del sistema di emergenza-urgenza equivale a una forma di complicità. Il monito finale è chiaro: senza atti concreti e un rafforzamento dei presìdi territoriali, la sanità calabrese continuerà a fallire nel suo compito essenziale di garantire la vita dei cittadini.