Nonostante gli sforzi commissariali, la sanità in Calabria resta in una situazione di profonda sofferenza. L’ultima analisi della sezione autonomie della Corte dei conti, inviata al Parlamento, certifica un disavanzo di oltre 118 milioni di euro nel conto economico relativo all’ultimo trimestre del 2024. Un dato che ha portato i tavoli tecnici ministeriali a valutare negativamente l’attuazione del Piano di rientro per l’anno appena concluso.
Lea e prestazioni: promossa la prevenzione, bocciata l’assistenza sul territorio
Il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per il 2023 restituisce un’immagine a luci e ombre. Se da un lato l’area della prevenzione e quella ospedaliera hanno raggiunto la soglia di adempienza, resta gravemente insufficiente l’area distrettuale, ovvero l’assistenza sanitaria territoriale, che non riesce a garantire gli standard minimi richiesti.
L’emergenza pagamenti: aziende ospedaliere fuori tempo massimo
Uno dei punti più critici sollevati dai giudici contabili riguarda i tempi di saldo delle fatture ai fornitori. Nel 2024, il 44% dei pagamenti è avvenuto oltre i termini di legge, segnando un peggioramento rispetto all’anno precedente. Le situazioni più gravi si registrano in tre realtà specifiche:
- Azienda Dulbecco di Catanzaro: l’83% dei pagamenti è fuori tempo.
- Azienda Ospedaliera di Cosenza: ritardi per il 68% delle transazioni.
- Asp di Crotone: il 64% dei saldi supera i limiti previsti.
Risorse inutilizzate e buchi nei bilanci
La Corte ha inoltre “stigmatizzato” il mancato utilizzo di fondi nazionali destinati al potenziamento dei servizi, che risultano ancora accantonati invece di essere investiti nelle cure. Parallelamente, è stata sollecitata una relazione dettagliata sull’approvazione dei bilanci arretrati (dal 2013 al 2021) di diversi enti sanitari, un “buco nero” documentale che impedisce una reale trasparenza sui conti passati.
Il nodo del personale
Infine, resta aperta la questione organici. La Corte dei conti ha rinnovato la richiesta per la definizione di piani assunzionali chiari e fabbisogni certi per tutte le figure professionali. Senza una programmazione seria del personale, il rischio è che le iniziative pur apprezzate del Commissario ad acta non riescano a tradursi in un miglioramento concreto della qualità assistenziale per i cittadini calabresi.



