Un silenzio irreale ha avvolto oggi pomeriggio la chiesa Regina Pacis di Vibo Valentia, dove l’intera comunità si è riunita per l’estremo saluto alla piccola Clara Artusa, scomparsa prematuramente a soli due anni e mezzo.
Il dolore straziante dei genitori, Salvatore e Anastasia, ha trovato il sostegno di centinaia di persone che si sono strette attorno alle famiglie Artusa e Cimato, colpite da una tragedia che appare ancora inspiegabile nella sua dinamica domestica.
Le parole del parroco durante la celebrazione
Durante la liturgia, don Gaetano Currà ha cercato di offrire conforto a una platea visibilmente scossa, puntando sulla forza della fede per affrontare un lutto che sfida la logica umana. Il parroco ha pronunciato parole toccanti che hanno risuonato tra le navate della chiesa gremita.
“Di fronte ad una morte così atroce l’unica consolazione può arrivare solo da Dio. Solo la preghiera può lenire un dolore così grande.”
La dinamica del dramma domestico
La tragedia si è consumata tra le mura di casa durante l’ora di pranzo. Secondo le ricostruzioni, Clara stava mangiando dei piccoli pezzi di würstel, un alimento comune nelle diete dei bambini, quando un frammento ha occluso le vie respiratorie. In pochi istanti, la situazione è precipitata: il boccone non ha raggiunto lo stomaco, provocando il soffocamento immediato della bambina davanti agli occhi dei familiari.
In Italia, drammi simili non sono purtroppo isolati: ogni anno si registrano circa 450 decessi di minori legati a incidenti analoghi. Nel caso di Vibo Valentia, la fatalità ha trasformato un momento quotidiano in un incubo che ha lasciato i genitori in uno stato di totale disperazione.
Il disperato tentativo di soccorso allo Jazzolino
La corsa verso l’ospedale “G. Jazzolino” è iniziata intorno alle 11:45 di ieri mattina, subito dopo i primi segnali di soffocamento. La bambina è giunta al Pronto Soccorso già in arresto cardiocircolatorio. Un medico dell’équipe che ha gestito l’emergenza ha descritto i momenti frenetici seguiti all’attivazione del codice rosso.
I sanitari hanno messo in atto ogni procedura di rianimazione possibile, protraendo l’intervento per oltre un’ora nella speranza di un miracolo. Nonostante gli sforzi massicci di tutto il personale presente, per la piccola Clara non c’è stato nulla da fare. Al momento non risultano denunce presentate dai familiari né indagini per responsabilità medica.
Una ferita aperta nella memoria collettiva
Il Pronto Soccorso si è trasformato in breve tempo in un luogo di lacrime, dove anche i medici e gli infermieri si sono uniti al pianto della famiglia. Questo lutto riapre una ferita mai rimarginata per la città, che solo pochi mesi fa aveva pianto la scomparsa del piccolo Francesco, morto in circostanze drammatiche presso il Parco urbano.
Due tragedie diverse, ma unite da un filo di sofferenza che segna indelebilmente la storia recente di Vibo Valentia. La città oggi non cerca colpevoli, ma si chiude in un abbraccio collettivo per sostenere due genitori che, come sottolineato da chi era presente in ospedale, semplicemente non riescono a darsi pace.



