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Coldiretti Calabria esulta: il Parlamento Ue congela l’accordo Mercosur

L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi del Mercosur subisce una battuta d’arresto decisiva. La mobilitazione degli agricoltori, partita da Bruxelles per poi spostarsi a Strasburgo, ha segnato un punto a favore del settore primario. Il claim di Coldiretti, “Contro gli agricoltori non si governa”, sembra aver trovato una conferma concreta nell’orientamento espresso dal Parlamento europeo.

Il ruolo centrale dell’Europarlamento e la tutela democratica

La decisione di rimandare l’accordo alla Corte di Giustizia viene interpretata come una ferma risposta politica alle strategie della presidenza di Ursula von der Leyen. Secondo l’organizzazione agricola, il tentativo di imporre il trattato attraverso una ristretta cerchia di tecnocrati avrebbe rischiato di svuotare le prerogative dell’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini.

L’eventuale successo di quello che è stato definito un “blitz” avrebbe creato un precedente giudicato pericoloso, capace di ridurre il controllo democratico su temi sensibili come la sicurezza alimentare e la Politica agricola comune. Ripristinando il proprio prestigio, il Parlamento ha impedito una marginalizzazione che avrebbe indebolito il peso dei cittadini nelle decisioni comunitarie.

Reciprocità e sicurezza alimentare: le sfide future

Il blocco del progetto apre ora la strada a una discussione più profonda sulle norme di reciprocità. La richiesta che emerge con forza dalle piazze è quella di impedire l’ingresso nel mercato unico di prodotti che non rispettano gli standard produttivi, sanitari e ambientali imposti alle aziende europee.

“Il Parlamento europeo ha di fatto impedito una forzatura pericolosissima e riafferma il proprio ruolo costituzionale, fermando un progetto della von der Leyen che avrebbe sancito la marginalizzazione definitiva dell’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei”, hanno dichiarato i rappresentanti di Coldiretti durante la mobilitazione a Strasburgo.

L’attenzione resta alta affinché non vengano bypassati i controlli necessari a garantire che ogni merce importata, da qualsiasi paese provenga, segua le medesime regole previste per i produttori interni. Questo primo risultato viene considerato solo l’inizio di un percorso volto a rimettere al centro la dignità dell’agricoltura europea e la protezione dei consumatori.