Non conta solo ciò che si mangia, ma anche il modo in cui lo si fa: chi soffre di digestione lenta, acidità e aria nello stomaco conosce bene quanto questa differenza incida sul benessere. Anche seguendo una dieta sana ed equilibrata, infatti, il rischio di avvertire questi disturbi è sempre in agguato.
Per favorire una buona digestione, tuttavia, esistono alcune abitudini quotidiane che possono fare davvero la differenza e aiutare l’organismo a lavorare con maggiore regolarità.
Le 5 buone abitudini per aiutare la digestione
La sensazione di pesantezza dopo i pasti, il bruciore di stomaco, le eruttazioni, il reflusso e la nausea sono alcuni dei sintomi tipici di una digestione difficile, che spesso può manifestarsi subito dopo aver mangiato. Se l’episodio è occasionale, non c’è motivo di preoccuparsi. Quando però questi disturbi si ripresentano regolarmente dopo ogni pasto, è bene intervenire per capire la causa e ristabilire l’equilibrio digestivo.
In questi casi, il medico potrebbe consigliare l’utilizzo di un antiacido, da utilizzare anche in maniera preventiva, soprattutto in vista di pasti più abbondanti del solito. Tra i più utilizzati in Italia, per esempio, c’è Maalox, della casa farmaceutica Opella. Oltre all’assunzione di farmaci da banco, per aiutare la digestione e ridurre i fastidi dopo i pasti è possibile affiancare alcune semplici abitudini quotidiane da integrare nella propria routine.
- La prima buona abitudine per il benessere digestivo riguarda la masticazione. Tritare bene il cibo è il punto di partenza per una digestione più leggera. Quando gli alimenti arrivano già sminuzzati nello stomaco, gli enzimi digestivi riescono a lavorare meglio e il processo risulta più fluido.
- Bere almeno due litri d’acqua al giorno aiuta a mantenere l’organismo idratato, ma chi soffre di digestione lenta dovrebbe fare attenzione a quando e quanto beve durante i pasti. Bere troppo mentre si mangia può diluire i succhi gastrici e favorire il gonfiore o il reflusso. Al contrario, un bicchiere d’acqua è utile se si consumano alimenti secchi, come il pane, perché ne facilita la deglutizione e la digestione. Come spesso accade, la soluzione ideale sta nel giusto equilibrio.
- Meglio evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti: in posizione orizzontale i succhi gastrici tendono a risalire, aumentando il rischio di acidità e reflusso. È preferibile lasciare passare un po’ di tempo prima di coricarsi, evitare cene troppo tardive e rimandare il pisolino pomeridiano a dopo la digestione.
- Tenere sotto controllo lo stress è una panacea per tutti i mali e un toccasana per l’intero organismo, digestione compresa. Chi vive periodi di ansia o agitazione prolungata può infatti andare incontro a disturbi della motilità gastrointestinale come la gastrite, un’infiammazione delle pareti interne dello stomaco che rende la digestione più lenta e difficile.
- Il digestivo dopo i pasti, contrariamente a quanto si pensa, può avere l’effetto opposto. Un bicchiere di vino durante una cena speciale è concesso, ma senza eccedere: gli alcolici stimolano la produzione di acido gastrico e sovraccaricano il fegato, creando le condizioni meno adatte a una buona digestione.
Si tratta di piccoli gesti che fanno stare bene l’intestino e, di conseguenza, anche noi.



