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Verde pubblico violato a Catanzaro, i consiglieri: “La Provincia ha ignorato i regolamenti”

Il cuore di Catanzaro si risveglia con una ferita profonda nel suo patrimonio arboreo. I consiglieri comunali Alberto Carpino e Daniela Palaia hanno espresso un profondo sconcerto e una ferma stigmatizzazione nei confronti dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro.

Al centro della polemica c’è il taglio a raso di circa nove esemplari di cipresso situati nell’area di pertinenza del Palazzo di Vetro, in via Raffaelli. Un intervento definito traumatico, che sarebbe avvenuto in totale assenza delle verifiche tecniche necessarie per giustificare una misura così drastica.

Secondo quanto ricostruito, l’azione della Provincia sembrerebbe ignorare sistematicamente le procedure stabilite per la tutela del verde urbano. Sebbene la caduta di un singolo albero a causa del maltempo possa aver innescato l’operazione, gli altri esemplari rimossi non mostravano segni visibili di pericolo imminente.

La violazione del regolamento comunale e la mancanza di perizie

La denuncia dei consiglieri si fonda sulla palese violazione del Regolamento del Verde Pubblico e Privato del Comune di Catanzaro, approvato nel 2020. Carpino e Palaia sottolineano come l’articolo 30 del regolamento imponga che ogni rimozione sia preceduta da una richiesta formale al Comune, accompagnata da una perizia redatta da un agronomo o un forestale che ne attesti la reale pericolosità.

“L’azione intrapresa appare in palese violazione del Regolamento del Verde Pubblico e Privato del Comune di Catanzaro, approvato con deliberazione consiliare n. 161 del 22/12/2020” hanno dichiarato i consiglieri, precisando che “nessuna comunicazione, né preventiva né successiva, è stata inoltrata al Settore Igiene Ambientale, l’organo preposto a valutare e concedere l’autorizzazione”.

Oltre alla questione burocratica, emerge un problema di merito tecnico: il regolamento impone che l’abbattimento sia considerato esclusivamente come l’ultima risorsa possibile. “Tale possibilità è stata totalmente negata” ribadiscono i consiglieri, evidenziando come non sia stata effettuata alcuna valutazione su malattie o attacchi fungini prima di procedere con le motoseghe.

Richiesta di ripristino e sanzioni amministrative

Il Comune di Catanzaro, attraverso il settore Igiene e Ambiente guidato dall’assessore Irene Colosimo, si è già attivato per coordinare le prossime mosse. La richiesta dei consiglieri è perentoria: l’Amministrazione Provinciale deve farsi carico delle misure compensative previste dall’articolo 33 del regolamento vigente.

Le pretese sono chiare e prevedono innanzitutto la rimozione delle ceppaie residue e, successivamente, il ripristino dello stato dei luoghi. Questo dovrà avvenire tramite la messa a dimora di nuove piante autoctone che abbiano la stessa mole e classe di grandezza di quelle abbattute.

“È inaccettabile che un ente pubblico ignori le norme vigenti, infliggendo una grave ferita nel cuore della città e sottraendo alla cittadinanza i benefici igienico-sanitari ed estetici garantiti dal verde urbano” concludono Carpino e Palaia. L’auspicio finale dei rappresentanti comunali è che vengano applicate le sanzioni amministrative previste per il mancato rispetto delle procedure di abbattimento, affinché la tutela del patrimonio arboreo non resti solo sulla carta.