Le mura domestiche si erano trasformate in una prigione di violenza e terrore per una donna e suo figlio minore.
La vicenda, che ha portato all’arresto di un uomo a Crotone, è emersa lo scorso 8 gennaio grazie al coraggio della vittima. La donna è riuscita a presentarsi presso la Questura di Bergamo per denunciare un regime di sistematiche aggressioni e vessazioni che coinvolgeva anche il bambino.
Immediatamente dopo la segnalazione, la sezione specializzata “Reati contro la persona” della Squadra Mobile di Bergamo ha attivato la procedura del Codice rosso. La priorità assoluta è stata la messa in sicurezza dei due familiari, che sono stati subito trasferiti in una struttura protetta per ricevere assistenza e protezione lontano dal loro aguzzino.
Le indagini tra Bergamo e Crotone
Il passaggio del fascicolo alla Squadra Mobile di Crotone, sotto il coordinamento della Procura locale, ha permesso di ricostruire un quadro investigativo drammatico. Gli approfondimenti hanno fatto emergere una lunga serie di maltrattamenti, lesioni e violenze sessuali. L’uomo è inoltre accusato di sequestro di persona, a conferma di un controllo totale esercitato con la forza fisica e psicologica sulle vittime.
Il Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, ha guidato la task force di magistrati che ha raccolto le puntuali dichiarazioni della persona offesa. Gli esiti dell’attività investigativa hanno convinto il Gip del Tribunale di Crotone a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato l’uomo e lo hanno condotto presso la casa circondariale cittadina.
L’impegno delle istituzioni contro la violenza di genere
L’operazione riflette una precisa strategia di contrasto ai reati di genere voluta dal Questore di Crotone. “Il provvedimento odierno testimonia l’attenzione costante e la determinazione con cui gli uomini e le donne della Polizia di Stato affrontano ogni giorno i reati rientranti nel novero del Codice Rosso”, è stato dichiarato in merito all’intervento. Tale operazione rappresenta un segno tangibile di un impegno profondo per contrastare ogni forma di violenza domestica.
Le autorità ricordano inoltre che gli strumenti digitali possono fare la differenza nella prevenzione. La Polizia di Stato ha ribadito l’invito a utilizzare l’applicazione Youpol, uno strumento che consente di inviare segnalazioni, anche in forma anonima, riguardanti episodi di bullismo, revenge porn e maltrattamenti. Nel rispetto delle garanzie costituzionali, l’indagato è da considerarsi innocente fino alla pronuncia di una sentenza definitiva, trovandosi il procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari.



