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Sicurezza digitale e responsabilità: il convegno di Catanzaro contro il cybercrime

La tecnologia non è più un ambito separato dalla quotidianità, ma una sua estensione inscindibile che richiede nuove consapevolezze e tutele.

Il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, ha inaugurato con questa riflessione il convegno-seminario “Crimini e criminalità informatica: i rischi del web”, svoltosi presso l’ITTS “Ercolino Scalfaro” di Catanzaro.

L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco delle istituzioni, del mondo accademico e della magistratura, tra cui il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio.

Una minaccia per il sistema Paese e la sicurezza nazionale

Il dibattito ha evidenziato come il crimine informatico sia ormai una sfida che trascende la sfera individuale per colpire l’intera architettura economica e istituzionale dell’Italia. Truffe online, furti di dati e violazioni dei sistemi della pubblica amministrazione non sono solo reati tecnici, ma pericoli concreti per la stabilità nazionale.

“Attacchi informatici, truffe online, furti di dati e violazioni dei sistemi informativi di imprese e pubbliche amministrazioni rappresentano oggi una minaccia concreta alla sicurezza nazionale e alla fiducia dei cittadini”, ha spiegato Wanda Ferro durante il suo discorso. Il sottosegretario ha poi definito questa forma di illegalità come una criminalità meno visibile rispetto a quella tradizionale, ma estremamente insidiosa a causa della sua natura transnazionale.

I dati allarmanti della Polizia Postale nel 2025

L’impegno nel contrasto a questi fenomeni è testimoniato dai numeri presentati per l’anno 2025. L’attività della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica ha portato alla gestione di oltre 51mila casi, con 293 arresti e migliaia di indagini avviate. Nonostante la repressione sia un pilastro fondamentale, il Ministero dell’Interno punta sulla prevenzione come strumento principale per arginare una crescita costante dei reati telematici.

Tutela dei minori tra deepfake e diritto all’oblio

Una parte significativa del convegno è stata dedicata alla fragilità dei giovani utenti della rete. Fenomeni come il cyberbullismo, l’adescamento e il ricatto tramite immagini intime sono stati indicati come le minacce più gravi, aggravate oggi dall’uso distorto dell’intelligenza artificiale e dalla creazione di deepfake.

Wanda Ferro ha posto l’accento sulla permanenza dei dati online, dichiarando: “La rete non dimentica e questo entra in conflitto con il diritto dei giovani a crescere, sbagliare e cambiare”. Proprio per contrastare questa deriva, lo Stato ha intensificato la presenza nelle scuole, coinvolgendo circa 400mila persone tra studenti, docenti e genitori in percorsi di formazione.

L’alleanza educativa per una legalità digitale

Il contrasto alla criminalità informatica non può esaurirsi nelle aule di tribunale. La proposta emersa dal seminario, promosso dal Co.Re.Com. Calabria e dal Digital Lab Law dell’Università Magna Græcia, è quella di una coalizione sociale. Il Premio “Lucia Abiuso”, dedicato alla legalità digitale, si inserisce in questa strategia per combattere le narrazioni tossiche che normalizzano la violenza.

In conclusione, il sottosegretario ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ricostruire il legame tra azione digitale e conseguenza reale. “Dobbiamo aiutare i ragazzi a capire che dietro ogni profilo c’è una persona reale. La libertà non è fare tutto ciò che si vuole, ma avere la forza di scegliere ciò che è giusto”, ha affermato Ferro, siglando l’impegno verso una nuova alleanza educativa tra famiglie e istituzioni.