Una nuova ondata di violenza travolge la sanità vibonese, colpendo chi ogni giorno lavora per salvare vite umane.
La vittima dell’ultimo, inquietante episodio è Alessia Piperno, medico del 118 e delegata sindacale dello Smi, aggredita brutalmente al termine del suo turno di lavoro presso l’ospedale di Tropea. Un evento che trasforma una giornata di servizio in un incubo fatto di minacce di morte e terrore fisico.
Il rispetto dei protocolli e l’intervento d’urgenza
I fatti si sono svolti nella serata di ieri, durante il turno 8-20 della dottoressa Piperno presso la Pet di Tropea. Intorno alle 18, la centrale operativa di Cosenza ha assegnato un codice rosso per sospetto ictus. Una volta sul posto, il medico ha constatato che i sintomi della paziente risalivano alla sera precedente, collocando il caso fuori dalla finestra terapeutica delle sei ore necessaria per determinati trattamenti.
Dopo aver spiegato con estrema chiarezza la situazione ai familiari, la dottoressa ha seguito alla lettera i protocolli: ha richiesto l’invio di un’ambulanza non medicalizzata per il trasporto, restando così operativa sul territorio per altre emergenze. Poco dopo, infatti, è stata chiamata per un nuovo intervento a Nicotera, agendo in piena sintonia con la centrale e i colleghi.
Le minacce telefoniche e il terrore in ospedale
La tensione è esplosa mentre il medico rientrava in ospedale con un altro paziente. Una telefonata ha squarciato la routine del servizio con parole di una violenza inaudita. Dall’altra parte del telefono, un addetto alle caldaie della struttura, parente della donna soccorsa in precedenza, ha urlato frasi agghiaccianti che ora sono al vaglio degli inquirenti.
“Sei stata tu a rifiutarti di portare mia zia? Ti ammazzo, dove sei? Ora arrivo e ti squarto con le mie mani”.
Pochi istanti dopo, l’uomo è passato dalle parole ai fatti. Mentre la dottoressa Piperno, visibilmente scossa, raccontava l’accaduto ai colleghi nella sede della Pet, l’aggressore ha fatto irruzione nella stanza come una furia. Solo la pronta reazione degli altri operatori presenti ha evitato il peggio, bloccando l’uomo che, prima di essere allontanato, ha lanciato un ultimo monito sinistro: “Se non è oggi, sarà domani”.
La ferita profonda e la risposta delle istituzioni
La dottoressa è rimasta sotto shock, bloccata contro una parete, incapace di reagire davanti a tanta ferocia. Dopo aver trascorso ore nel terrore, si è recata dai carabinieri per formalizzare la denuncia. Il caso ha immediatamente mobilitato i vertici sanitari locali, portando all’intervento del presidente dell’Ordine dei medici di Vibo Valentia, Enzo Natale.
Il dottor Natale, che ricopre anche il ruolo di primario del Pronto soccorso dello Jazzolino, ha espresso massima solidarietà alla collega, sottolineando la gravità inaudita dell’evento.
“Episodio gravissimo. Solo l’intervento dei colleghi ha impedito che l’aggressione degenerasse ulteriormente. Voglio incontrarla e visitarla per accertarmi delle sue condizioni”.
Questo ennesimo attacco riaccende i riflettori sulla sicurezza precaria negli ospedali calabresi. Operare in prima linea nell’emergenza-urgenza sta diventando una missione ad alto rischio, dove il rispetto delle regole e della professionalità viene calpestato da esplosioni di rabbia ingiustificata, mettendo a repentaglio la tenuta dell’intero sistema sanitario territoriale.



