I Finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno impresso una significativa accelerazione alle attività di verifica sui sostegni al reddito nel corso del 2025.
L’operazione, condotta attraverso l’incrocio dei dati presenti nelle banche dati del Corpo e le segnalazioni dei Reparti Speciali, ha portato al setaccio 291 posizioni sospette.
L’intera attività investigativa si è sviluppata in sinergia con gli Uffici provinciali dell’INPS, seguendo le linee guida di un piano mirato a eradicare le irregolarità nel settore delle prestazioni sociali agevolate.
I dettagli delle verifiche e le violazioni accertate
L’azione dei militari si è concentrata su diverse tipologie di sussidio, evidenziando tassi di irregolarità differenti a seconda della misura analizzata. Nello specifico, i Finanzieri hanno eseguito 127 controlli sul reddito di cittadinanza, riscontrando 10 posizioni non in regola. Numeri più critici sono emersi dal monitoraggio sul reddito di inclusione: su 72 controlli effettuati, sono state accertate ben 22 violazioni.
Complessivamente, l’attività ha permesso di individuare 97 soggetti che hanno ottenuto indebitamente benefici economici. Queste persone avrebbero fornito dichiarazioni mendaci o omesso dettagli fondamentali riguardanti la propria reale situazione economica e patrimoniale, riuscendo così a scavalcare i filtri previsti dalla normativa vigente.
Il meccanismo dell’illecito e il danno all’erario
Le irregolarità scoperte dai reparti territoriali riguardano una vasta gamma di omissioni. Molti beneficiari nascondevano redditi da lavoro, spesso derivanti da occupazioni in nero, oppure omettevano la proprietà di immobili. In diversi casi è emersa la disponibilità di strumenti finanziari, come conti correnti e libretti di risparmio, con giacenze del tutto incompatibili con i parametri richiesti per l’accesso ai sostegni pubblici.
Secondo i dati raccolti, l’ammontare complessivo delle somme percepite senza averne diritto si attesta intorno ai 175.000 euro. A seguito degli accertamenti, 81 individui sono stati segnalati alla Procura della Repubblica e all’INPS per l’avvio delle procedure di revoca e recupero dei fondi. È importante ricordare che, per i soggetti segnalati all’Autorità Giudiziaria, vige la presunzione di innocenza fino alla definizione delle responsabilità penali.
La tutela delle fasce deboli e il protocollo con l’INPS
L’intervento della Guardia di Finanza di Catanzaro non rappresenta un episodio isolato, ma si colloca all’interno di una strategia istituzionale consolidata dal protocollo d’intesa firmato nel gennaio 2023. Tale accordo tra le Fiamme Gialle e l’Istituto di Previdenza garantisce un flusso costante di informazioni e una rapidità d’azione fondamentale per il recupero delle somme illecitamente sottratte alla collettività.
Dagli ambienti della Guardia di Finanza trapela una linea di massima fermezza nel perseguire questi reati, ribadendo che la correttezza nell’erogazione dei fondi è la base per la tenuta del welfare. Come dichiarato dai vertici del Comando: “L’obiettivo è garantire che le risorse pubbliche raggiungano chi ne ha realmente diritto. La tutela della legalità è una condizione imprescindibile per assicurare equità e protezione alle fasce più vulnerabili della popolazione”.



