Il Catanzaro torna dalla trasferta di Bolzano con una sconfitta per 2-1 contro il Sudtirol, pagando a caro prezzo un approccio alla gara lontano dagli standard abituali.
La formazione calabrese ha mostrato un volto meno solido del solito nella prima frazione di gioco, subendo l’aggressività dei padroni di casa e commettendo ingenuità pesanti che hanno indirizzato l’esito del match.
Primo tempo frenetico e il regalo decisivo
L’avvio della sfida vede un Sudtirol arrembante, capace di schiacciare subito i giallorossi nella propria metà campo. La pressione locale produce frutti immediati: Zedadka trova il varco giusto per sbloccare la contesa nei primi minuti di gioco. La reazione delle Aquile non si fa attendere e Pittarello riesce a ristabilire la parità, dando l’impressione che il Catanzaro possa riprendere in mano le redini dell’incontro.
Tuttavia, al 21esimo minuto, un blackout difensivo compromette nuovamente l’equilibrio. Un clamoroso pasticcio in fase di disimpegno regala il pallone a Merkaj, il quale non fallisce l’occasione e riporta avanti gli altoatesini. Questo episodio segna profondamente l’andamento della gara, costringendo la squadra ospite a una rincorsa affannosa.
La spinta nella ripresa e il salvataggio sulla linea
Nel secondo tempo il Catanzaro scende in campo con un piglio differente, trovando finalmente la quadra tattica e chiudendo il Sudtirol nella propria area. Le azioni offensive si susseguono e la produzione di gioco aumenta costantemente, ma la difesa di casa regge l’urto con ordine e un pizzico di fortuna.
Il momento di massima tensione si registra nei minuti di recupero, quando Pittarello sembra destinato a firmare la doppietta personale e il pareggio definitivo. La gioia del gol viene però strozzata in gola da un intervento prodigioso di Odogwu, che con un salvataggio sulla linea di porta nega il 2-2. Al triplice fischio il tabellino resta fissato sul 2-1 per il Sudtirol, lasciando ai giallorossi il rammarico per una gestione iniziale troppo fragile.



