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Fuscaldo, discarica abusiva a due passi dal mare: sequestrate due aree, tre denunce

Scoperta una gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non in località Messinette. L’intervento dei Carabinieri Forestale ha portato al deferimento di tre persone e al sigillo di due aree adibite allo smaltimento illegale.

Il monitoraggio del territorio nella fascia tirrenica

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola. L’obiettivo è il contrasto sistematico all’abbandono indiscriminato di rifiuti, una pratica che minaccia l’equilibrio ambientale del litorale cosentino. I controlli dei militari dell’Arma sono stati intensificati nelle ultime settimane per prevenire la formazione di nuovi siti di stoccaggio illegale e tutelare la biodiversità e il paesaggio della zona tirrenica.

La scoperta del sito in località Messinette

Durante un normale servizio di pattugliamento mirato alla vigilanza ambientale, i militari del Nucleo di Paola hanno individuato una situazione critica nel comune di Fuscaldo. In un appezzamento di terreno privato, situato a ridosso della spiaggia e caratterizzato dalla presenza di un’abitazione, sono stati notati diversi accumuli di materiali sospetti. L’ispezione approfondita condotta sul campo ha rivelato la reale portata dell’illecito, confermando l’esistenza di un’area compromessa dalla gestione irregolare di scarti di varia natura.

Rifiuti speciali e tecniche di occultamento

L’accertamento ha permesso di catalogare una vasta gamma di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. Tra i materiali rinvenuti spiccano numerosi scarti provenienti da demolizioni edilizie, componenti ferrosi e manufatti in eternit, la cui gestione richiede procedure rigide per via della potenziale nocività. Le indagini hanno evidenziato una suddivisione dello spazio in due distinte discariche abusive. In particolare, una delle aree era stata delimitata con grossi blocchi di cemento e i rifiuti erano stati accuratamente coperti con la sabbia nel tentativo di nasconderli alla vista e ai controlli.

Provvedimenti giudiziari e sequestro

A seguito del sopralluogo, come disposto dall’autorità giudiziaria, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo delle due zone interessate dall’accumulo. Per i tre proprietari del fondo è scattato il deferimento alla Procura per violazione delle normative ambientali vigenti. L’azione sottolinea la persistente criticità legata allo smaltimento illecito di residui edili lungo la costa, un fenomeno che le forze dell’ordine continuano a contrastare attraverso un monitoraggio capillare delle proprietà private confinanti con il demanio marittimo