Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha espresso una profonda preoccupazione in seguito ai gravi episodi di violenza avvenuti a Torino durante il corteo legato al centro sociale Askatasuna.
L’attenzione si è concentrata in particolare sull’aggressione subita da un agente di polizia, colpito ripetutamente da un gruppo di manifestanti con il volto coperto mentre si trovava a terra.
Secondo il CNDDU, tali eventi superano la questione dell’ordine pubblico per toccare ambiti etici e civili fondamentali. L’aggressione a una persona inerme viene descritta come una violazione del principio di tutela della dignità umana e dell’integrità fisica, elementi considerati pilastri dell’ordinamento giuridico e della cultura dei diritti umani.
La dignità umana come limite invalicabile
Il Coordinamento ha ribadito con fermezza che nessuna motivazione di carattere politico, sociale o culturale può legittimare il ricorso alla violenza organizzata o la negazione dell’umanità altrui. I diritti umani sono definiti come universali e indivisibili, applicabili a ogni individuo a prescindere dal ruolo istituzionale o dalla funzione che esercita nella società.
L’impiego della violenza durante le manifestazioni pubbliche è visto come una negazione dei principi di proporzionalità e legalità necessari per la convivenza democratica. Il CNDDU evidenzia come la degenerazione del conflitto in aggressione fisica impedisca il confronto civile e favorisca la disgregazione del tessuto sociale.
Il ruolo delle istituzioni educative nel contrasto alla violenza
Oltre a esprimere solidarietà e auguri di pronta guarigione all’agente ferito, l’organizzazione ha sottolineato l’importanza delle istituzioni scolastiche e universitarie. La scuola è chiamata a formare una cittadinanza consapevole, capace di andare oltre la semplice conoscenza delle norme per approdare a una comprensione sostanziale dei diritti umani, basata sul rispetto della persona.
La tutela dei valori costituzionali richiede un impegno coerente che riaffermi il primato della dignità umana. I diritti civili non possono essere subordinati a logiche ideologiche o di contrapposizione, poiché la tolleranza verso la violenza rappresenta una lesione ai principi democratici fondamentali.



