La Festa di San Leone a Saracena si rinnova anche nel 2026, confermando la sua forza attrattiva nonostante una variazione logistica significativa.
A causa degli interventi di restauro che interessano attualmente la chiesa del Santo Patrono, i solenni festeggiamenti e le funzioni religiose si sposteranno presso la Chiesa di Santa Maria del Gamio. Si tratta di un cambiamento organizzativo che, tuttavia, non intacca il valore simbolico e il richiamo di un evento capace di mobilitare migliaia di visitatori da tutta la Calabria, consolidandosi come fulcro del marketing territoriale locale.
Un evento fondato sull’accoglienza e la responsabilità
Il programma delle celebrazioni, che si snoderà dall’8 al 20 febbraio, è stato presentato dal Sindaco Renzo Russo. Il Primo cittadino ha voluto sottolineare come la devozione della comunità non sia legata esclusivamente alle mura fisiche, ma alla capacità di custodire i propri simboli collettivi.
“La Festa di San Leone è prima di tutto una festa dell’accoglienza”, ha dichiarato il Sindaco Russo. “Un richiamo profondo e sempre attuale ad aprirsi all’altro: a chi soffre, a chi è in cammino, a chi arriva da lontano, a chi la pensa in modo diverso. È la festa del viandante, dell’incontro, della comunità che non esclude ma include. Ed è questo il suo messaggio più forte, capace di parlare non solo ai fedeli ma all’intera società”.
Il cronoprogramma dei lavori e la partecipazione popolare
Il trasferimento del simulacro avverrà domenica 8 febbraio con una processione che condurrà la statua di San Leone verso la nuova sede temporanea delle celebrazioni. Oltre ai momenti liturgici, il calendario prevede due incontri chiave, il 10 e il 13 febbraio, per fare il punto sul restauro della chiesa patronale.
In merito alla necessità di reperire nuove risorse per il completamento della struttura, Russo ha precisato: “La comunità ha già avviato un percorso importante, ma per completare i lavori servono ulteriori risorse. Senza polemiche e senza clamore, con lo spirito concreto di chi sa che i luoghi sacri e identitari si salvano solo se tutti, istituzioni e popolo, si sentono parte della stessa cura”.
Riti tradizionali e la solennità con il Vescovo Savino
Le giornate della novena saranno scandite da appuntamenti tematici dedicati a diverse categorie sociali, dai malati ai lavoratori, fino ai giovani e alle associazioni. Il culmine dei riti popolari si toccherà il 19 febbraio, vigilia della festa, con la tradizionale distribuzione delle fiaccole e la benedizione delle Panettelle, le tipiche focacce preparate per l’occasione. La serata sarà animata dalla fiaccolata accompagnata dai gruppi folkloristici I Gorgani e Miromagnum.
La giornata conclusiva di venerdì 20 febbraio vedrà la partecipazione di S.E. Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio, che presiederà la Santa Messa Solenne alle ore 18:00. Il Sindaco ha concluso ringraziando il parroco Padre Stefano Mendez e il Comitato Festa per l’impegno profuso, ribadendo che “quando una festa patronale resta viva, resta vivo anche il senso più profondo della sua comunità”.



