Un esemplare di Caretta caretta è stato tratto in salvo lungo la costa tirrenica dopo essere stato individuato in condizioni di estremo pericolo.
La tartaruga, un esemplare giovane con un carapace di circa 30 centimetri, è stata rinvenuta capovolta sulla battigia, impossibilitata a muoversi a causa di un cappio di nylon legato a un pezzo di canna. La trappola di plastica stringeva il corpo dell’animale, compromettendone seriamente le funzioni vitali e la capacità di riprendere il mare.
Oltre al blocco causato dal nylon, le condizioni della tartaruga sono apparse subito delicate a causa di un filo che fuoriusciva dalla bocca. La presenza di tale corpo estraneo suggerisce che l’animale possa aver ingoiato un amo da pesca, una delle minacce più frequenti e letali per questa specie protetta nel Mediterraneo.
L’intervento della Guardia costiera e del WWF
La tempestiva segnalazione ha attivato immediatamente le procedure di soccorso. Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli operatori del WWF insieme al personale della Guardia costiera di Pizzo. I soccorritori hanno lavorato con estrema cautela per rimuovere il cappio di nylon e la struttura in canna che immobilizzava la tartaruga, garantendo una prima messa in sicurezza dell’esemplare.
L’operazione è stata coordinata dal WWF Vibo Valentia – Vallata dello Stilaro in stretta collaborazione con le autorità marittime, permettendo di gestire l’emergenza con la necessaria competenza tecnica.
Trasferimento e cure presso il centro di recupero
Dopo i primi interventi di soccorso sul litorale, la piccola tartaruga è stata trasportata presso i locali della Capitaneria di porto di Vibo Marina. Successivamente, si è provveduto al trasferimento dell’animale al Centro recupero di Montepaone, struttura specializzata nella riabilitazione delle tartarughe marine.
Presso il centro, l’esemplare sarà sottoposto a approfondite valutazioni sanitarie per accertare l’entità dei danni causati dal filo di nylon e, soprattutto, per verificare la posizione dell’amo attraverso esami radiografici. Le cure necessarie verranno somministrate per garantire che il carapace possa tornare in mare una volta ristabilite le piene condizioni di salute.



