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La protesta dei trattori arriva alle Olimpiadi: il 7 marzo manifestazione nazionale

La protesta dei trattori non si ferma e sceglie una vetrina d’eccezione per far sentire la propria voce: le Olimpiadi Invernali. A partire dal 6 febbraio, un presidio di mezzi agricoli è stato installato a Forcola (SO), presso l’area parcheggio del Ristorante Megashow, per denunciare la crisi profonda che sta colpendo le aziende del settore.

Proprio in questa cornice simbolica, il 7 febbraio alle ore 11:30, il COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani) terrà una conferenza stampa decisiva per annunciare il prossimo grande passo della mobilitazione: una manifestazione nazionale a Roma, fissata per il 7 marzo 2026.

Dalle piazze locali alla capitale

L’appuntamento di Roma rappresenta il culmine di una lunga serie di proteste iniziate il 9 gennaio a Milano, che hanno visto centinaia di trattori sfilare per le strade, per poi toccare città come Parma, Vittoria, Avellino e Padova. Il presidio valtellinese durante i Giochi Olimpici funge da ponte verso un’agenda di incontri che scalderanno i motori nelle prossime settimane.

Le tre richieste al Governo

Il movimento ha sintetizzato le proprie rivendicazioni in tre punti cardine che verranno portati sotto i palazzi del potere:

  1. Misure straordinarie di salvataggio: Interventi immediati per proteggere le piccole e medie aziende agricole dal rischio chiusura, un grido d’allarme già sostenuto da numerose delibere di Comuni e Province.

  2. No all’accordo UE-Mercosur: La richiesta netta di rigettare il trattato commerciale o, quantomeno, di escludere il comparto agroalimentare per evitare una concorrenza sleale sui mercati.

  3. Diritto al cibo sano: Mettere al centro dell’agenda politica la sicurezza alimentare, garantendo a tutti i cittadini l’accesso a prodotti di qualità, sicuri e locali.

Il programma del 7 marzo I trattori inizieranno ad affluire a Roma già dal 6 marzo. Il giorno seguente, gli agricoltori si uniranno in una grande coalizione che vedrà al loro fianco pescatori, artigiani del cibo, ambulanti, braccianti, sindaci e semplici cittadini, tutti uniti per la difesa del territorio e della sovranità alimentare.

La mobilitazione, promossa dal COAPI, ha raccolto l’adesione di diverse sigle sindacali, movimenti civici e realtà impegnate nella tutela dell’ambiente, segnando un nuovo capitolo nella lotta del mondo agricolo iniziata nel 2024.