Il potenziamento dei servizi socio-sanitari e la tutela delle fasce più fragili della popolazione sono stati al centro dell’incontro svoltosi nella mattinata odierna presso la sede della Regione Calabria.
Il confronto ha visto protagonista l’assessore regionale con delega a inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, Pasqualina Straface, che ha ricevuto i segretari confederali di Cisl e Uil, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese, unitamente ai rappresentanti dei sindacati dei pensionati Franco Spingola e Michele Iannello per lo Spi Cgil, e Salvatore Mancuso con Francesco De Biase.
I temi al centro del dibattito e l’emergenza autismo
In una nota congiunta diffusa a margine del tavolo, le sigle sindacali hanno espresso un giudizio favorevole sull’andamento della riunione, definendo il confronto «costruttivo e collaborativo». Tra i punti cardine discussi figurano l’Assistenza domiciliare integrata (Adi), il sostegno ai caregiver, il ruolo dei consultori e l’efficienza degli Ambiti Sociali Territoriali.
Particolare attenzione è stata riservata alla gestione dell’autismo, tema che i sindacati hanno indicato come «una delle sfide sociali e sanitarie più urgenti, ma ancora priva di una risposta strutturata». Le organizzazioni hanno dato voce alle istanze delle famiglie calabresi, le quali necessitano di diagnosi tempestive e di una continuità terapeutica che troppo spesso si scontra con liste d’attesa estenuanti e costi privati proibitivi. La richiesta avanzata alla Regione riguarda una programmazione organica che preveda équipe multidisciplinari e una presa in carico costante dal periodo dell’infanzia fino all’età adulta.
Servizio civile per gli anziani e invecchiamento attivo
Durante la riunione è stata presentata una proposta innovativa riguardante l’istituzione di un servizio civile rivolto agli anziani attivi residenti in Calabria. Tale iniziativa mira a perseguire due finalità principali: integrare le pensioni minime attraverso un beneficio economico e combattere i fenomeni di solitudine e isolamento sociale. Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di rafforzamento dell’Adi, che attualmente riesce a coprire soltanto il 30% della platea dei cittadini non autosufficienti nella regione.
È stata inoltre sollecitata l’assegnazione di risorse congrue per l’attuazione della Legge regionale 12/2018 dedicata all’invecchiamento attivo, con l’obiettivo di valorizzare la popolazione over 65 come una risorsa culturale ed esperienziale per le nuove generazioni.
Programmazione territoriale e Piano Sociale Regionale
I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato apprensione per i rallentamenti rilevati nella realizzazione delle misure e nella rendicontazione dei fondi già assegnati. Per ovviare alle criticità degli Ambiti Sociali Territoriali, è stata proposta la firma di un protocollo quadro regionale finalizzato alla coprogettazione degli interventi. Un segnale positivo in tal senso è giunto dal reclutamento di circa 225 tecnici destinati al supporto degli uffici di piano.
Infine, le parti sociali hanno chiesto di accelerare l’iter per l’approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale. Lo strumento è considerato fondamentale per definire Piani di Zona capaci di rispondere alle reali necessità dei territori, garantendo la necessaria integrazione tra il comparto sociale e quello sanitario. Il tavolo si è aggiornato con l’impegno di proseguire il monitoraggio delle risorse residue per destinarle a nuove progettualità coerenti con i bisogni emergenti della cittadinanza.



