Il passaggio del ciclone Nils ha inferto un colpo durissimo al territorio del Reventino, lasciando dietro di sé una scia di danni che va ben oltre la cronaca di una giornata di pioggia.
L’esondazione del fiume Amato non ha risparmiato nulla, colpendo con violenza sia la strada provinciale 64 sia i nuovi rilevati della ferrovia Cosenza-Catanzaro. L’immagine della linea ferroviaria sospesa sopra il fiume in piena è diventata il simbolo di un territorio fragile, dove il dissesto idrogeologico e la scarsa manutenzione dei crinali hanno agito come moltiplicatori della furia degli elementi.
L’isolamento non riguarda solo i binari. La viabilità stradale è attualmente paralizzata da tre frane spaventose registrate tra Tiriolo e Marcellinara, mentre a Decollatura tre famiglie risultano isolate.
Con la strada provinciale interdetta e la Medio Savuto ancora incompiuta, soprannominata tristemente la “strada che non c’è”, gli spostamenti verso Catanzaro sono diventati quasi impossibili. La combinazione tra i cicloni Hatty, Ulrike e Nils e la mancata pulizia degli alvei fluviali ha trasformato il Reventino in un paradigma dell’abbandono istituzionale, dove la ferrovia resta l’unico, seppur ferito, collante territoriale. (fonte lacnews)



