Un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, firmata dal gip Gilda Danila Romano su richiesta della Procura di Catanzaro, è stata eseguita dai carabinieri del Ros nei confronti di S. C., ispettore di polizia di Montepaone.
Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti riguardano l’accesso abusivo al sistema informatico e la corruzione, in relazione a condotte che risalirebbero all’anno 2021. L’indagato avrebbe utilizzato le proprie credenziali per consultare banche dati riservate non per finalità istituzionali, ma per interessi privati legati a conoscenti e familiari.
Le indagini nate dal sequestro del cellulare di un imprenditore
L’inchiesta ha tratto origine dagli sviluppi investigativi seguiti all’arresto, avvenuto nel 2024, di Paolo Paoletti, imprenditore di Soverato attivo nel settore della grande distribuzione e già condannato in primo grado nel processo Ergon a 7 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 4.733 euro.
Dall’analisi del dispositivo telefonico di Paoletti sono emersi numerosi messaggi che testimonierebbero un rapporto di amicizia di lunga data con l’ispettore. Secondo la ricostruzione dell’accusa, S. C. avrebbe interrogato il sistema Sdi per verificare alcune targhe su richiesta dell’imprenditore.
Lo scambio di favori e l’interrogatorio di garanzia
Il quadro accusatorio delinea un presunto accordo corruttivo in base al quale il poliziotto, in cambio delle informazioni estratte illecitamente, avrebbe ottenuto l’assunzione di un proprio parente e altre utilità non specificate. Oltre ai favori concessi all’imprenditore, gli inquirenti hanno individuato altri cinque accessi al sistema informatico attraverso i quali l’ispettore avrebbe monitorato dati sensibili di parenti e amici per scopi puramente personali.
Nella giornata odierna si è svolto l’interrogatorio di garanzia. L’ispettore, assistito dagli avvocati difensori Aldo Ferraro e Massimo Rattà, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle contestazioni contenute nell’ordinanza cautelare.



