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Grave intimidazione a Reggio Calabria: tentato investimento per un sindacalista della Uil

Un nuovo inquietante episodio di violenza ha scosso la città di Reggio Calabria, prendendo di mira Maurizio Fumante, 50 anni, noto esponente sindacale della Uil-Trasporti.

L’uomo è riuscito a scampare per un soffio a un tentativo di investimento mentre si trovava nei pressi della stazione centrale delle Ferrovie dello Stato. L’autovettura coinvolta, dopo aver puntato il sindacalista, si è dileguata a velocità sostenuta facendo perdere le proprie tracce.

Fumante, oltre al suo impegno nel sindacato, lavora come addetto alla pulizia dei convogli ferroviari per conto di una ditta privata. Il fatto si è consumato proprio nei luoghi che frequenta quotidianamente per la sua attività professionale, rendendo l’accaduto ancora più allarmante per le modalità e la scelta del luogo.

I precedenti e il clima di tensione

L’episodio non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una preoccupante sequenza di minacce rivolte alla stessa persona. Nel dicembre dello scorso anno, infatti, Fumante aveva già subito un pesante avvertimento: al termine del proprio turno di lavoro, aveva rinvenuto sul cofano della sua auto una scatola contenente un proiettile, una bottiglia di liquido infiammabile e un messaggio intimidatorio esplicitamente legato al suo ruolo di rappresentante sindacale nella Uil-Trasporti.

La dura reazione della Uil Calabria

La segreteria regionale ha espresso immediata solidarietà e ferma condanna per l’accaduto, sottolineando come la sicurezza di chi difende i lavoratori sia ormai a rischio. Giuseppe Rizzo, segretario generale della Uil Calabria, ha voluto rimarcare la gravità della situazione con parole nette:

“Quanto accaduto ai nostri rappresentanti è un attacco diretto non solo alle persone coinvolte, ma a tutto il movimento sindacale e ai valori di democrazia e legalità che rappresentiamo. Una scia di violenza inaccettabile. Questi episodi non sono casi isolati, ma si inseriscono in un clima di crescente tensione che vede i rappresentanti dei lavoratori troppo spesso esposti ad aggressioni inaccettabili. Non possiamo più tollerare che l’impegno civile e la tutela dei diritti dei lavoratori diventino motivo di rischio per l’incolumità personale”.