Le recenti ondate di maltempo che hanno colpito il bacino del fiume Crati e l’intera area costiera della Sibaritide hanno lasciato segni profondi sull’economia locale.
Il settore della pesca risulta tra i più colpiti, con danni strutturali che mettono a rischio la stabilità economica di numerose famiglie calabresi. Nella sola località di Schiavonea la situazione appare critica: sono infatti 40 i pescherecci e 30 le imbarcazioni minori che hanno riportato danni significativi a causa delle avverse condizioni meteo.
Di fronte a questo scenario, la Regione Calabria ha formalizzato una richiesta di intervento al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L’istanza prevede lo stanziamento di un milione di euro destinato al ristoro dei pescatori della provincia di Cosenza, un provvedimento necessario per consentire la ripresa delle attività lavorative in un’area dove il mare rappresenta la principale fonte di sostentamento.
L’impegno per il potenziamento dei ristori
Sulla questione è intervenuto il senatore Ernesto Rapani, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa regionale pur sottolineando la necessità di ulteriori risorse. «La Regione ha fatto bene ad avanzare questa richiesta al Ministero competente per sostenere un settore duramente colpito. Un milione di euro è un primo passo importante», ha dichiarato il parlamentare, aggiungendo la volontà di sollecitare un rafforzamento delle misure finanziarie: «Mi sto già impegnando per chiedere di incrementare i fondi disponibili, perché i danni registrati sono ingenti e serve un intervento più ampio».
L’obiettivo dichiarato è quello di fornire una copertura che sia proporzionata alle reali perdite subite dagli operatori, evitando che l’attuale crisi climatica si trasformi in un collasso economico definitivo per le marinerie del territorio.
Lo sblocco delle indennità per il fermo pesca
Oltre ai danni diretti causati dalle tempeste, i pescatori calabresi si trovano a fronteggiare il problema dei ritardi burocratici relativi alle indennità per il fermo pesca. Si tratta di somme che gli operatori attendono ormai da diversi anni, con i pagamenti che risultano bloccati all’annualità 2022.
Il senatore Rapani ha riferito di aver avviato un’interlocuzione diretta con i vertici del Ministero e con il sottosegretario delegato per risolvere l’impasse. «Dal 2022 i pescatori non percepiscono quanto dovuto per il fermo. Ho parlato con il Ministero dell’Agricoltura e con il sottosegretario delegato: stanno predisponendo le graduatorie relative al 2022 e ho chiesto di accelerare le procedure per garantire i pagamenti arretrati e procedere con i ristori degli anni successivi», ha confermato Rapani.
L’accelerazione delle procedure amministrative appare fondamentale per restituire liquidità alle imprese ittiche e garantire certezze a un comparto che costituisce un pilastro fondamentale dell’economia costiera della provincia cosentina.



